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NOVITÀ NORMATIVE

CORTE CONTI VENETO: IN ALCUNI CASI SI PUO' SFORARE IL TETTO DI SPESA DEL PERSONALE.

Gli enti locali devono ancora ridurre le spese di personale? Diversi interventi interpretativi stanno rivedendo le regole, creando di eccezioni legittimanti lo sforamento dei tetti. L'articolo 1, comma 557, della legge 296/2006, costringe gli enti soggetti al Patto a ridurre le spese di personale rispetto all'anno corrente; il comma 562 chiede agli enti non soggetti al Patto di non superare le spese 2008.
La Corte dei conti del Veneto, con la deliberazione 139/2013, ha ritenuto che se la violazione del tetto di spesa è conseguente a scelte non discrezionali un ente non può ritenersi inadempiente, e quindi ricevere sanzioni. È un caso particolare, ma che avrà una risonanza ampia sui contesti in cui il principio potrebbe essere esportato. A causare il mancato rispetto della norma è stata la modifica legislativa sull'anno da prendere a riferimento - per gli enti non soggetti a Patto - con spostamento dal 2004 al 2008; ciò è avvenuto nel 2012, compromettendo le scelte precedenti dell'amministrazione.
La Corte non ha dubbi nel ritenere "giustificato" l'ente, per avere concesso una trasformazione del rapporto di lavoro da tempo parziale a tempo pieno di un dipendente sforando il tetto di spesa. Non è dato però sapere se davvero non fosse possibile nessun'altra azione sui compensi (trattamento accessorio del personale, riduzioni del fondo di parte variabile, revisione delle posizioni organizzative, retribuzione di risultato, ecc.), ma il dato è chiaro: la Corte dei conti del Veneto "salva" dalle sanzioni il piccolo ente.
Ed è successa, più o meno, la stessa cosa in Campania, laddove la Procura della Corte dei conti ha ritenuto non sussistenti i presupposti dell'azione di responsabilità di un ente che aveva assunto nonostante il rapporto tra spese di personale e spese correnti fosse superiore al 50%.
In questo caso, la Corte ha affermato che le norme sul contenimento della spesa di personale non possono comprimere diritti infungibili e funzioni fondamentali come l'istruzione pubblica. Il giudizio prende lo spunto dalla delibera 46/2011 delle Sezioni riunite della Corte, che aveva introdotto «eccezioni» evidenziando che si potessero superare i limiti in presenza di interventi di somma urgenza e lo svolgimento di servizi essenziali. L'apertura della Procura contabile della Campania si estende però alle "funzioni fondamentali" che, come noto, sono undici. Non è così impossibile ipotizzare, ora, i tentativi dei Comuni nell'individuare ulteriori spazi di manovra.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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