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NOVITÀ NORMATIVE

ANTICIPAZIONI DI CASSA PER IMU: RISCHIO COSTI OCCULTI.

Il decreto «blocca-Imu» (articolo 1 del Dl 54/2013) stabilisce la sospensione del versamento della prima rata dell'imposta per abitazioni principali, edilizia sociale e rurali, e per fronteggiare la crisi di liquidità dei Comuni dispone, sino al 30 settembre 2013, un ulteriore incremento del limite massimo dell'anticipazione di tesoreria (articolo 222 del Tuel, modificato dall'articolo 1, comma 9, Dl 35/2013). Gli importi che ogni Comune può chiedere al proprio tesoriere in aggiunta rispetto ai limiti massimi di legge sono stabiliti nell'allegato A al decreto.
Gli oneri per interessi relativi alle maggiori anticipazioni di tesoreria saranno rimborsati a ciascun Comune dal ministero dell'Interno, con modalità' e termini che dovranno essere fissati con provvedimento da adottare entro i 20 giorni successivi all'entrata in vigore del Dl 54/13.
Il richiamo alla «maggiore» anticipazione lascerebbe intendere un impegno a carico del bilancio statale solo in riferimento alle eventuali somme che il tesoriere dovesse accordare in aggiunta al limite dei cinque dodicesimi delle entrate del penultimo bilancio precedente.
Il decreto sblocca-debiti aveva infatti aumentato, fino al 30 settembre 2013, il limite di ricorso all'anticipazione di tesoreria da tre a cinque dodicesimi, disponendo, per i Comuni, un vincolo sul gettito Imu di competenza dell'esercizio in corrispondenza delle maggiori somme ricevute.
L'interpretazione letterale della norma non appare tuttavia in linea con l'analisi dei motivi che hanno condotto alla sua stesura. L'eventuale ricorso all'anticipazione straordinaria entro i limiti di cui all'allegato A deriverebbe solo dallo sfasamento nei tempi di riscossione del tributo, quindi non si giustificherebbe l'assunzione di oneri finanziari a carico del bilancio comunale.
In altre parole, gli interessi passivi dovrebbero essere posti a carico dello Stato, fino a concorrenza di una esposizione debitoria pari al mancato gettito Imu, a prescindere dall'eventuale precedente utilizzo di anticipazioni.
È opportuno che nel decreto attuativo, o in sede di legge di conversione, si provveda a chiarire questi aspetti, e che vengano disciplinate anche le condizioni per l'accesso al prestito, tra le quali il tasso applicabile (alcuni istituti bancari stanno chiedendo la revisione delle clausole previste in convenzione di tesoreria) e gli obblighi delle parti in funzione delle dinamiche finanziarie connesse all'utilizzo delle somme ed al loro reintegro.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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