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NOVITÀ NORMATIVE

LE ANTICIPAZIONI DI CASSA LEGATE ALL'IMU BUCANO I RURALI.

Nel meccanismo delle anticipazioni di cassa introdotte per compensare (temporaneamente) i Comuni del mancato incasso sulla prima rata Imu sospesa dal Dl 54/2013 spuntano i primi «buchi». Il problema nasce dall'individuazione dei fabbricati rurali per i quali l'acconto è stato sospeso; un tema su cui la norma inciampa e il decreto non sembra parlare la stessa lingua del suo allegato in cui sono elencate le compensazioni.
Andiamo con ordine: oltre alle abitazioni principali e all'edilizia sociale (Iacp e coop a proprietà indivisa), il decreto «blocca-Imu» sospende l'acconto anche per «terreni agricoli e fabbricati rurali» indicati nei «commi 4, 5 e 8» dell'articolo 13 del «Salva-Italia» (Dl 201/2011). Nella definizione rientrano senza dubbio i terreni, indicati dal comma 5 dell'articolo 13, e i fabbricati strumentali (comma 8), mentre il comma 4 richiama indistintamente tutti gli immobili. Per questa ragione, la formula fa rientrare nella sospensione anche anche i fabbricati rurali che non sono strumentali e non sono abitazioni principali (interessate dalla sospensione ad hoc): in sostanza, dunque, anche le abitazioni rurali concesse in affitto.
Le anticipazioni di cassa concesse dal decreto per tamponare la crisi di liquidità che sarebbe stata provocata dal mancato gettito, però, non seguono questa regola. Nei 346 milioni concessi ai Comuni per la partita dei rurali si tiene conto dei 314 milioni di acconto Imu prodotti dai terreni e dei 32 milioni generati dai fabbricati strumentali, mentre per le abitazioni rurali affittate non c'è un euro. In generale non è una voragine, ma il problema si concentra nei Comuni medio-piccoli a vocazione agricola, dove l'inciampo può dare ai conti un colpo tutt'altro che trascurabile. Il nodo riguarda anche i contribuenti, perché in questo quadro i Comuni stanno andando in ordine sparso. A Bologna le istruzioni del Comune parlano di sospensione solo per terreni e «fabbricati rurali a uso strumentale», mentre Milano parla di «rurali» tout court e sui siti di altri enti non si trovano indicazioni precise: in questo ambito è possibile prevedere la diffusione del contenzioso.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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