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NOVITÀ NORMATIVE

I CONTI SUI RIMBORSI IMU 2012 DELLO STATO NON TORNANO.

L'emendamento scritto in extremis dal Governo alla legge di conversione del decreto «sblocca-debiti» (Dl 35/2013) compensa i sindaci per il gettito Imu calcolato dall'Economia ma ovviamente non realizzato sugli immobili di proprietà degli stessi Comuni.
Il tampone è da 300 milioni all'anno, ma secondo gli amministratori locali nei bilanci dei sindaci mancano ancora 700 milioni di euro, frutto dei "tagli-ombra" dell'anno scorso. Lo ha ribadito ieri l'Anci presentando alla commissione Finanze e Tesoro del Senato le proprie proposte per la «riforma complessiva» del Fisco immobiliare nell'agenda del Governo entro agosto. Per evitare altri infortuni, hanno sottolineato ai senatori il presidente facente funzioni dell'Anci, Alessandro Cattaneo, e il coordinatore delle Anci regionali, Alessandro Cosimi, occorre ripartire da «autonomia e responsabilità impositiva ai Comuni, e applicare i principi di progressività ed equità con l'obiettivo di assegnare tutta l'imposizione sugli immobili ai Comuni».
Il tema è delicato anche perché la riforma interviene in corso d'anno, moltiplicando i problemi: lo dimostra per esempio il fatto che il 17,6% dei Comuni italiani (e il 30,8% di quelli del Nord-Est) hanno approvato nuove aliquote entro il 9 maggio, data che nella versione originaria del Dl 35/2013 segnava la scadenza per le delibere efficaci fin dall'acconto, prima che la legge di conversione cambiasse un'altra volta le regole generalizzando il richiamo al 2012. In questo modo, un intervento a metà anno che non tiene conto delle scelte fiscali locali rischia di azzerare una leva che solo sull'abitazione principale vale fino a 2,2 miliardi.
Da risolvere, comunque, restano gli effetti del meccanismo cervellotico che nel 2012 avrebbe dovuto garantire ai sindaci le stesse risorse ottenute con l'Ici nel 2010. I tagli compensativi, sottolineano gli amministratori, hanno sforbiciato 460 milioni di troppo perché il gettito Ici di riferimento è stato di 9,2 miliardi anziché 9,7 come indicato dall'Istat, e altri 244 milioni per «code di gettito» non considerate nei calcoli.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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