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NOVITÀ NORMATIVE

IMU: PER PAGARE L'ACONTO ATTENZIONE ALLE REGOLE.

L'acconto Imu in scadenza lunedì prossimo deve essere calcolato sulla base delle aliquote dell'anno precedente, applicate però tenendo conto della situazione immobiliare del primo semestre 2013. La precisazione, del tutto corretta, è contenuta nella circolare n. 2 del 2013 del dipartimento delle Politiche fiscali. Questo impatta sulla sospensione dell'obbligo di pagamento per le abitazioni principali e relative pertinenze. Si legge infatti nella circolare che, se una abitazione principale nel 2013 cambia utilizzo e diventa seconda casa, l'Imu dovrà essere regolarmente versata il 17 giugno. Al contrario, se una seconda casa diventa abitazione principale nel 2013, la sospensione vale.
Non è però chiaro cosa accade se il mutamento di destinazione si verifica nel corso del primo semestre del 2013. Per esempio, si pensi alla seconda casa che divenga abitazione principale alla fine di marzo 2013.
Anche se si è in presenza di una mera sospensione dell'obbligo di pagamento, e non di esonero vero e proprio, dovrebbero valere le considerazioni fatte dalle Finanze a proposito della perdita della soggettività passiva, per cessione dell'immobile. Ne deriva che il conteggio dovrebbe essere fatto solo per tre mesi. Nell'ipotesi opposta, in cui l'abitazione principale è diventata seconda casa sempre alla fine di marzo 2013, vi è il dubbio se si debba in ogni caso ipotizzare un possesso di 12 mesi e poi dividere il risultato a metà. Così operando, però, è possibile che il contribuente maturi delle posizioni a credito, poiché l'importo versato in prima rata è maggiore del periodo di possesso non coperto da sospensione. Si è tuttavia dell'avviso che il riferimento ai dodici mesi dell'anno precedente, contenuto nella norma, sia rivolto all'ipotesi in cui un immobile sia stato acquistato nel 2012. In questa eventualità, se il bene è ancora posseduto per tutto il primo semestre 2013, l'acconto deve comunque essere versato per un periodo di sei mesi, senza commisurarlo ai mesi dell'anno scorso.
Tornando al caso sopra ipotizzato (abitazione principale che di venta seconda casa), la soluzione più corretta sembra dunque anche stavolta quella di calcolare tre mesi di possesso.
È evidente che le medesime esigenze si presentano quando un terreno agricolo muti in area edificabile e viceversa.
Si ritiene tuttavia che in presenza di interpretazioni divergenti della norma, si possa comunque contare su di una certa tolleranza in sede di controllo, alla luce del disposto dell'articolo 10, legge n. 212/2000.
A quest'ultimo riguardo, peraltro, non va trascurato l'orientamento giurisprudenziale molto rigoroso della Corte di Cassazione (tra le tante, sentenza 4685/2012). Secondo la Suprema Corte, la situazione di obiettiva incertezza nell'applicazione di una norma deve essere accertata dal giudice. Sembra quindi che la disapplicazione delle sanzioni non possa essere autonomamente riconosciuta dall'ente impositore.
A tutela della posizione dei Comuni, va comunque evidenziato che quando tale possibilità è stata espressamente ammessa in documenti di prassi ufficiali (circolari e risoluzioni) non potrà essere contestato il danno erariale, per mancanza di colpa grave del funzionario procedente. Questo è ciò che è accaduto, ad esempio, per il pagamento del primo acconto dell'Imu nel 2012, con la circolare n. 3 del 2012. La medesima situazione si è verificata con la citata circolare n. 2 del 2013, a proposito della individuazione delle aliquote da applicare in sede di prima rata di quest'anno. È pertanto evidente che in presenza di un documento interpretativo autorevole il funzionario che vi si adegui non potrà essere chiamato a rispondere di un mancato gettito.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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