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NOVITÀ NORMATIVE

CAMBIA IL MECCANISMO DI CALCOLO DEL FONDO DI SOLIDARIETA'.

La legge 64/2013 (di conversione del dl 35/2013) ha modificato i meccanismi di funzionamento del fondo di solidarietà comunale (fsc), che da quest'anno sostituisce il fondo sperimentale di riequilibrio (fsr) per i comuni delle regioni ordinarie e i trasferimenti erariali non fiscalizzati per quelli di Sicilia e Sardegna. Innanzitutto, in base all'art. 10-sexies, per l'anno 2013, il dpcm chiamato a disciplinare i meccanismi di alimentazione e di riparto del fsc dovrà tenere conto esclusivamente dei criteri di cui ai numeri 1), 5), 6) e 7) dell'art. 1, comma 380, lett. d), della l 228/2012. In pratica, non verranno considerati i seguenti parametri:
i) costi e fabbisogni standard;
ii) dimensione demografica e territoriale;
iii) dimensione del gettito Imu ad aliquota base di spettanza comunale.
Il riparto terrà conto solo:
i) del maggiore o minore gettito derivante dalle modifiche apportate alla disciplina dell'Imu 2013, sempre calcolato ad aliquota standard sulla base delle stime del Mel;
ii) della diversa incidenza delle risorse di cui ai soppressi fsr e trasferimenti erariali sulle risorse complessive per il 2012;
iii) delle riduzioni di cui all'art. 16, comma 6, del dl 95/2012;
iv) dell'esigenza di limitare le variazioni, in aumento e in diminuzione, delle risorse disponibili ad aliquota base, attraverso l'introduzione di un'appropriata clausola di salvaguardia a livello di singolo ente.
Come noto, il predetto dpcm avrebbe dovuto essere approvato entro il 15 maggio scorso (previo eventuale accordo in Conferenza Stato-città e autonomie locali entro il 30 aprile), ma non ha ancora visto la luce.
Per i comuni che si accingono comunque ad approvare il bilancio di previsione 2013 è possibile stimare l'impatto del fondo per capire se e in che misura ne saranno beneficiari o, viceversa, dovranno alimentarlo devolvendo una quota della propria Imu. In primo luogo, occorre calcolare la minore entrata derivante dall'azzeramento del fsr (o dei trasferimenti erariali), al netto dei tagli previsti dall'art. 16, comma 6, del dl 95 (che ammontano a 2,25 miliardi per il 2013, a 2,5 per il 2014 e a 2,6 dal 2015). In base alla nuova disciplina prevista dall'art. 10-quinquies della l 64, il riparto di questi ultimi avverrà in proporzione alla media delle spese sostenute per consumi intermedi nel triennio 2010-2012 desunte dal Siope, con una clausola di salvaguardia per cui il taglio per abitante non può essere superiore al 250% della media pro-capite per classe demografica.
Ogni comune può stimare la riduzione a suo carico calcolando la propria spesa media Siope per consumi intermedi per il predetto triennio: a tal fine, vanno considerati i pagamenti effettuati sul Titolo I, interventi 02, 03 e 04, sia in conto competenza che in conto residui. Il taglio sarà circa pari al 9% di tale valore per il 2013, al 10% per il 2014 e al 10,5% dal 2015 (tali percentuali si ricevano rapportando i tagli complessivi annuali alla spesa Siope media del comparto, che negli anni considerati è stata pari a circa 24,8 miliardi). Non appare corretto, invece, effettuare le stime a partire dai tagli 2012, che sono stati ripartiti applicando una diversa metodologia.
In secondo luogo, occorre calcolare la variazione di gettito Imu derivante, per ogni ente, dalla diversa distribuzione dell'imposta fra stato e comuni prevista nel 2013 rispetto al 2012 (per effetto della soppressione della riserva statale «generale»).
FONTE: ITALIA OGGI

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