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NOVITÀ NORMATIVE

BILANCI AL 30 SETTEMBRE CON POSSIBILE ULTERIORE SLITTAMENTO.

Con l'annunciata proroga al 30/09/2013 del bilancio di previsione prevista dall'articolo 10 comma quater della legge di conversione del dl 35/2013 (legge 64/2013), il faticoso tentativo di equilibrare i conti degli enti locali è stato rinviato dopo le ferie. Per settembre infatti i comuni, che da qualche giorno sono alle prese, non senza sorprese, con i dati definitivi del Fsr 2012, dovrebbero avere le indicazioni precise sull'Imu, sulla Tares e sul Fondo di solidarietà 2013.
La sensazione è che il rinvio al 30/09/2013 non basterà e che si arriverà come lo scorso anno al 31/10/2013. In ogni caso sarà necessario, per coerenza, prorogare la delibera di salvaguardia degli equilibri al 30/11/2013.
A tal fine è utile ricordare che il comma 444, dell'articolo 1, della legge di stabilità, modificando il comma 3 dell'articolo 193 del Tuel, prevede che per il ripristino degli equilibri di bilancio e in deroga all'articolo 1, comma 169, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, gli enti possano modificare le tariffe e le aliquote relative ai tributi di propria competenza entro la data prevista per la delibera di salvaguardia degli equilibri. Sempre nella legge 64/2013, i comuni hanno trovato un'altra sorpresa.
L'articolo 10 comma ter, modificando la legge finanziaria 2008, proroga al 2013 e al 2014 la possibilità di utilizzare i proventi da permessi da costruire alla parte corrente del bilancio, secondo la consolidata formula del 50%+25%.
L'ulteriore e inaspettata deroga pone fine sul nascere alla questione se fosse possibile o meno, a legislazione vigente, applicare gli oneri alla parte corrente del bilancio. Infatti secondo la Corte dei conti Liguria (deliberazione 14/2013 del 25/03/2013) «la distinzione lessicale introdotta con la legge finanziaria 2008 e abbandonata con la L. 10/2013 consente di ritenere che siano venuti meno i limiti di intervento e di utilizzazione, potendo pertanto applicare le entrate da oneri di urbanizzazione non già alla copertura di spese correnti generali, ancorché di carattere non ripetitivo, ma solo ed esclusivamente per spese correnti di manutenzione patrimoniale, oltreché per spese in conto capitale destinate alla realizzazione di opere pubbliche ovvero a interventi straordinari di recupero urbanistico».
A ben vedere gli oneri a cui fa riferimento la sezione ligure sono solo quelli relativi alle maggiori entrate derivanti dal rilascio di permessi e da sanzioni di cui al dpr 380/2001 (articolo 4, comma 3, della legge 10/2013).
Gli stessi però per i quali, la Corte dei conti del Piemonte (deliberazione 168/2013 del 9/05/2013), ha successivamente ritenuto che non fosse venuto meno il vincolo alla spesa di investimento. In particolare la legge per lo sviluppo degli spazi verdi urbani recita: «Le maggiori entrate derivanti dai contributi per il rilascio dei permessi di costruire e dalle sanzioni previste dal testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, sono destinate alla realizzazione di opere pubbliche di urbanizzazione, di recupero urbanistico e di manutenzione del patrimonio comunale in misura non inferiore al 50 per cento del totale annuo».
Per la Corte piemontese il riferimento a «spese di manutenzione del patrimonio comunale» va interpretato nel senso che deve trattarsi di manutenzione straordinaria del patrimonio. Invece, dopo la legge 64/2013, è acclarato che i comuni possano continuare ad applicare gli oneri di urbanizzazione alla parte corrente del bilancio sino al limite del 75%, tenendo tuttavia ben conto della tipologia di interventi (sia di manutenzione ordinaria che di investimento) per i quali la legge 10/2013 impone il vincolo di destinazione.
Al di là della norma e del chiarimento intervenuto, si condivide la raccomandazione dei magistrati contabili liguri, secondo i quali dare copertura alle necessarie spese di manutenzione ordinaria del patrimonio comunale con la minore parte possibile di entrate straordinarie di permessi di costruzione costituisce una buona regola di sana gestione finanziaria.
Al contrario, la possibilità di certificare ai fini degli spazi di pagamento della legge 64/2013 anche dei debiti in conto capitale che presentavano i requisiti per il riconoscimento entro il 31/12/2012, ai sensi dell'articolo 194, appare come una sanatoria che colpisce la credibilità dei soggetti deputati ai controlli interni e che penalizza gli enti che in questi anni hanno faticosamente rispettato il patto di stabilità senza cantierare opere prive della regolarità monetaria. Con l'armonizzazione contabile alle porte e anche alla luce delle considerazioni espresse nella recente relazione della Ragioneria generale dello stato alla camera sui risultati sin qui raggiunti dalla sperimentazione, l'auspicio è quello che venga ripristinato l'orologio della programmazione.
FONTE: ITALIA OGGI

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