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NOVITÀ NORMATIVE

DECRETO "DEL FARE": DURC VALIDITA' A 180 GIORNI.

Viene ampliata da tre mesi a 180 giorni la durata della validità del Durc emesso nell'ambito dei contratti pubblici. È sicuramente questa la principale novità introdotta dall'articolo 31 del decreto del Fare, norma inserita all'interno del pacchetto delle semplificazioni amministrative e specificatamente dedicata al documento unico di regolarità contributiva rilasciato per i contratti pubblici di lavori, servizi e forniture.
L'altra importante modifica, da leggere sempre nell'ottica dello snellimento della procedura amministrativa consiste nella possibilità di utilizzare il medesimo Durc in corso di validità anche per più di una delle fasi in cui la medesima procedura si sviluppa.
In particolare il comma 5 dell'articolo 31 consente di utilizzare il documento acquisito nella prima fase, e cioè per la verifica della dichiarazione sostitutiva, anche nelle ulteriori due e cioè per l'aggiudicazione e per la stipula del contratto. Nelle fasi successive invece il documento dovrà essere acquisito ogni 180 giorni, mentre uno nuovo sarà sempre necessario per consentire il saldo finale.
Innovativa è altresì l'indicazione del consulente del lavoro come uno dei soggetti deputati a ricevere a mezzo posta elettronica certificata l'eventuale invito da parte degli Enti preposti al rilascio del documento (Inps, Inail, Casse Edili) di regolarizzare la posizione dell'azienda irregolare entro i successivi 15 giorni.
Nel riscrivere parzialmente il testo dell'articolo 6 del Dpr n. 207//2010, regolamento attuativo del codice dei contratti dei lavori pubblici, la nuova norma del decreto del fare individua come soggetti tenuti ad acquisire direttamente e per via telematica il documenti tutti quelli contemplati dalla lettera b) del comma 1 dell'art. 3 del medesimo decreto di attuazione, cioè tutti quelli tenuti all'applicazione del codice degli appalti dei lavori pubblici.
Oltre alle novità "vere", il provvedimento ripropone alcune regole già introdotte da norme precedenti, in parte correggendo ed integrandone i testi ed in parte estendendone il campo di applicazione. La tecnica legislativa non è delle migliori, in quanto manca ogni coordinamento tra norme vecchie e norme nuove.
Il comma 4 dell'articolo 31 del Dl ripropone infatti sostanzialmente le stesse disposizioni contenute nel comma 3 dell'articolo 6 del Dpr 207/2010 e cioè l'acquisizione d'ufficio del Durc in corso di validità, attraverso strumenti informatici nelle 5 fasi della procedura (verifica della dichiarazione sostituiva, aggiudicazione del contratto, stipula del contratto, pagamento degli stati di avanzamento lavori e certificato di collaudo e/o regolare esecuzione e pagamento del saldo).
La novità principale è che mentre nel testo del 2010 l'acquisizione d'ufficio era obbligatoria solo per le «amministrazioni aggiudicatrici», ora l'obbligo riguarda tutti i soggetti di cui all'articolo 3, comma 1, lettera b) dello stesso Dpr 207/2010 (oltre alle amministrazioni aggiudicatrici, gli organismi di diritto pubblico, gli enti aggiudicatori, gli altri soggetti aggiudicatoti, i soggetti aggiudicatori e le stazioni appaltanti) .
Anche se dal testo del decreto legge non si evince, il comma 3 dell'articolo 6 del Dpr 207/2010 deve considerarsi a questo punto abrogato, perché non più compatibile con le nuove disposizioni. Ai fini di una migliore comprensione sarebbe stato meglio però sostituirlo direttamente con i commi 4 e 5 del decreto legge Fare.
Analoghe considerazioni si possono fare per la previsione dell'intervento sostitutivo in caso di inadempienza contributiva dell'esecutore e del subappaltatore. Il comma 2 dell'articolo 4 del Dpr 207/2010 aveva già previsto che «in caso di ottenimento da parte del responsabile del procedimento del documento unico di regolarità contributiva che segnali un'inadempienza contributiva relativa a uno o più soggetti impiegati nell'esecuzione del contratto, il medesimo trattiene dal certificato di pagamento l'importo corrispondente all'inadempienza. Il pagamento di quanto dovuto per le inadempienze accertate mediante il documento unico di regolarità contributiva è disposto dai soggetti di cui all'articolo 3, comma 1, lettera b), direttamente agli enti previdenziali e assicurativi, compresa, nei lavori, la cassa edile».
Il comma 3 del Dl del Fare contiene disposizioni identiche salvo richiamare anche in questo caso i soggetti di cui all'articolo 3, comma 1, lettera b) del DPR 207/2010 come quelli che hanno ottenuto il Durc risultato irregolare.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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