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NOVITÀ NORMATIVE

ALLO STUDIO L'APPLICAZIONE DELL'AVANZO ANCHE SE E' ATTIVA L'ANTICIPAZIONE.

Sarà più facile per i comuni coprire i buchi di bilancio che si apriranno a causa della sospensione dell'acconto Imu. I municipi, ma anche le unioni di comuni, potranno utilizzare gli avanzi di amministrazione non vincolati, anche se fanno ricorso all'anticipazione di tesoreria.
E questo in deroga a quanto previsto dal Tuel che vieta l'utilizzo degli avanzi se l'ente ha chiesto un anticipo di cassa. A prevederlo sono due emendamenti approvati dalla camera al decreto legge che ha sospeso la rata di giugno dell'Imu sulla prima casa e rifinanziato la cig (dl 54/2013).
Come si ricorderà il provvedimento, per coprire i 2,4 miliardi che verranno a mancare nelle casse dei comuni per effetto della sospensione, consente ai sindaci di richiedere anticipazioni di cassa (con interessi a carico dello stato) anche oltre il limite dei 5/12 delle entrate correnti. Peccato però che a norma del Tuel (art. 187, comma 3-bis del dlgs n. 267/2000) gli enti che si trovano in questa condizione non possano utilizzare gli avanzi di amministrazione, a meno che non si tratti di salvaguardare gli equilibri di bilancio. Di qui la necessità di prevedere una deroga espressa per gli enti che chiedono gli anticipi di cassa esclusivamente per colmare i mancati introiti dell'Imu.
Della chance, come detto, potranno beneficiare anche le unioni di comuni. Montecitorio ha infatti approvato un altro emendamento che consente ai comuni di chiedere l'estensione del meccanismo dell'anticipazione alle unioni di cui fanno parte. Le unioni potranno utilizzare gli anticipi in tutto o in parte e ovviamente in alternativa all'utilizzo da parte del singolo comune. Alla restituzione dell'anticipazione provvederanno i singoli comuni facenti parte dell'unione in misura pari alla quota richiesta da ciascuno di essi.
Soddisfazione per l'approvazione dei due emendamenti è stata espressa dall'Anci che ritiene le novità particolarmente vantaggiose per i piccoli comuni, soprattutto alla luce degli obblighi di associazionismo gravanti su di essi. «In considerazione dei gravosi obblighi imposti dalla normativa statale sulle gestioni associate delle funzioni fondamentali, circa 5.700 comuni e le loro Unioni avranno così almeno la possibilità di superare i limiti vigenti all'applicazione dell'avanzo», ha commentato Mauro Guerra, coordinatore nazionale Anci piccoli comuni e primo firmatario dei due emendamenti approvati. «Si tratta di un primo passo verso l'obiettivo di rimuovere completamente e in ogni caso l'impedimento all'applicazione dell'avanzo laddove si debba ricorrere ad anticipazioni di cassa anche per cause diverse dal mancato gettito Imu prima casa». Ora il decreto passa all'esame del senato.
L'Anci incontra Letta. Lunedì pomeriggio la delegazione dell'Anci guidata dal presidente Alessandro Cattaneo sarà ricevuta dal premier Enrico Letta per affrontare tutti i temi di maggiore criticità che gravano sulle amministrazioni locali: dalle riforme istituzionali al patto di stabilità, dalla finanza locale al recente decreto crescita.
Della delegazione Anci faranno parte anche Alessandro Cosimi (Livorno), Guido Castelli (Ascoli Piceno), Federico Pizzarotti (Parma), Vito Santarsiero (Potenza), Giorgio Orsoni (Venezia), Virginio Merola (Bologna), Paolo Perrone (Lecce), Massimo Zedda (Cagliari) e Andrea Di Sorte (vicecoordinatore dei piccoli comuni).
FONTE: ITALIA OGGI

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