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NOVITÀ NORMATIVE

IL DURC VA RICHIESTO DALL'UFFICIO E VARRA' 180 GIORNI.

Il Dl del "fare", così come viene chiamato il provvedimento approvato dal Consiglio dei Ministri il 15 giugno, modifica le regole previste per la richiesta, il rilascio e la validità del Durc (documento unico di regolarità contributiva).
Le variazioni si inseriscono nel solco del ventilato miglioramento dei rapporti tra la pubblica amministrazione e i vari soggetti che operano imprenditorialmente (e non solo) sul territorio italiano. La maggior parte delle modifiche riguardano il Codice dei contratti pubblici relativi a lavori servizi e forniture.
L'acquisizione del Durc
Le novità introdotte riguardano - tra l'altro - le modalità di acquisizione del Durc nella fase degli accertamenti relativi alle clausole di esclusione dagli appalti pubblici. Fino a oggi, infatti, il documento di regolarità contributiva era posto a corredo della documentazione a cura dell'«affidatario» cioè del soggetto a cui la pubblica amministrazione affidava l'appalto.
Ora la norma innova sensibilmente l'iter in quanto prevede, per le stazioni appaltanti e gli enti aggiudicatori, l'obbligo di acquisire d'ufficio il documento unico di regolarità contributiva.
L'incasso
Un passo avanti lo si registra anche nella fase dell'incasso del corrispettivo - sia per gli stati di avanzamento dei lavori (Sal), sia per il saldo finale - da parte di chi ha reso la prestazione nell'ambito dell'appalto o del subappalto. Non è più previsto, infatti, che per ricevere il pagamento, l'affidatario e i subappaltatori (per il suo tramite) trasmettano all'amministrazione o all'ente committente il Durc ma, lo stesso, verrà acquisto automaticamente d'ufficio dalla stazione appaltante.
Può verificarsi, tuttavia, che il soggetto che ha eseguito i lavori non sia in regola con il versamento dei contributi; tale situazione viene evidenziata nel Durc, acquisito d'ufficio, dalle amministrazioni aggiudicatrici, dagli organismi di diritto pubblico, dagli enti e dagli altri soggetti assegnatari. Ricorrendo questa fattispecie, il decreto del fare prevede che si debba procedere comunque al pagamento agli aventi diritto, delle competenze trattenendo l'importo corrispondente all'inadempienza risultante dal Durc. La stessa norma obbliga chi ha trattenuto le somme a versarle a favore degli enti previdenziali e assicurativi, compresa, se presente, la Cassa edile, per l'esecuzione dei lavori nei settori dell'edilizia.
Gli stessi soggetti, elencati sopra, nei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, d'ora in avanti dovranno acquisire telematicamente il Durc, nelle varie fasi in cui si articola l'iter procedurale.
In particolare, è previsto che il documento sia richiesto per verificare la veridicità della dichiarazione rilasciata dal soggetto che partecipa all'aggiudicazione dell'appalto, circa l'assenza di violazioni gravi, definitivamente accertate, di norme in materia di contributi previdenziali e assistenziali.
Allo stesso modo il Durc, acquisito d'ufficio telematicamente, servirà per la stipula del contratto, nonché per aggiudicare l'appalto; ciò in quanto, tra i requisiti figura sempre e comunque anche la regolarità contributiva. Inoltre, il reperimento d'ufficio della certificazione servirà anche per i vari pagamenti e, per esempio, per i certificati di collaudo, di regolare esecuzione o di verifica di conformità.
Ovviamente una volta che l'ufficio pubblico (amministrazioni aggiudicatrici, organismi di diritto pubblico, ecc.) avrà ottenuto il Durc telematico e verificato che il soggetto è a posto, la regolarità (certificata dal documento telematico) deve essere ritenuta valida per tutte le fasi del procedimento in cui è richiesto il soddisfacimento di tale requisito.
Validità semestrale
Un volta stipulato il contratto di appalto, le stesse amministrazioni, ogni 180 giorni (finora erano 90), dovranno acquisire il Durc in automatico e lo dovranno utilizzare per dare sistematicamente corso ai pagamenti, ai collaudi, al rilascio del certificato di regolare esecuzione o di conformità. Per effetto delle modifiche, il Durc, rilasciato per i contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, guadagna un periodo di validità maggiorato che si estende a 180 giorni.
Sempre nei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, le pubbliche amministrazioni acquisiscono d'ufficio il Durc relativo ai subappaltatori. Il documento deve essere utilizzato per il rilascio dell'autorizzazione al subappalto.
In caso di inadempienze
La norma dispone anche una mini regolamentazione per i casi in cui vi siano delle inadempienze e il Durc non possa essere rilasciato.Il soggetto (intestatario del Durc) deve essere invitato a regolarizzare la propria posizione, prima del rilascio del documento o del suo annullamento. La notizia dell'inadempienza e l'invito alla regolarizzazione viaggerà tramite Pec (posta elettronica certificata) e la potrà ricevere il consulente del lavoro che assiste l'azienda, collaborando, così, alla definizione. I termini per provvedere a versare quanto dovuto sono fissati in 15 giorni.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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