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CORTE CONTI VENETO: RIPETUTO UTILIZZO DELL'ANTICIPAZIONE DENOTA SQUILIBRIO FINANZIARIO.

La Corte dei Conti Veneto, rilevato il ripetuto utilizzo delle anticipazioni di tesoreria da parte di un ente locale - nell'ambito dell'esame del bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2012 - ha esortato il Comune, entro 60 giorni dalla comunicazione del deposito della pronuncia, ad adottare i necessari provvedimenti atti a ripristinare gli equilibri di bilancio.
Con l'occasione, la Corte ha richiamato alcuni principi ai quali deve ispirarsi il comportamento dell'ente per una corretta gestione finanziaria.
Innanzitutto, ricorda la Corte, l'ente deve ispirarsi ad una sana gestione finanziaria, ovvero ad una gestione che non presenti irregolarità di tipo amministrativo-contabile, o illegittimità, o disavanzi, o comunque ipotesi di spese ingiustificate che possano configurare ipotesi di danno patrimoniale per le finanze dell'ente. Una sana gestione finanziaria, in particolare, richiede che il bilancio di previsione sia deliberato in pareggio finanziario complessivo, attraverso una rigorosa valutazione di tutti i flussi di entrata e di spesa.
E' vero che l'art. 222 del Tuel prevede che il tesoriere, su richiesta dell'ente corredata dalla delibera di Giunta, possa concedere allo stesso anticipazioni di tesoreria entro il limite massimo di tre dodicesimi delle entrate accertate nel penultimo anno precedente, nei primi tre titoli di entrata del bilancio. Si tratta, in effetti, di vere e proprie forme di contrazione di debito a breve termine che sfuggono ai limiti di destinazione alle spese di investimento di cui all'art. 119 Cost.; tuttavia, l'utilizzazione di dette anticipazioni rappresenta un'operazione di breve durata volta a superare una momentanea situazione di scarsa o insufficiente liquidità e non può essere adottata come fonte sistematica di finanziamento dell'ente.
Nel caso di specie, al contrario, risulta che l'ente, alla chiusura dell'esercizio, non abbia restituito integralmente al tesoriere le anticipazioni di tesoreria ricevute e che tale comportamento risulti aggravato dal costante ricorso a tale operazione. La Corte ricorda, al riguardo, che l'articolo 5 del D.Lgs. 149/2011 annovera il ripetuto utilizzo alle anticipazioni di tesoreria tra gli indicatori di situazioni di squilibrio finanziario; l'irregolarità posta in essere dall'ente, dunque, rappresenta senza dubbio una violazione del principio di sana gestione e, per l'assenza di temporaneità del deficit di cassa, potrebbe costituire una violazione della regola di destinazione dell'indebitamento alle spese di investimento.
Ad alimentare il ripetuto ricorso a tale strumento, evidenzia la Corte, ha contribuito anche una costruzione degli equilibri di bilancio, da parte dell'ente, che non ha tenuto conto di un'attenta valutazione dei rapporti debitori-creditori con la propria società partecipata. La Corte ha dunque invitato il Comune ad evitare, per il futuro, di costruire i propri equilibri di bilancio contando sulla contabilizzazione di residui attivi di dubbia esigibilità. Il principio di prudenza e veridicità, ricorda infatti la Corte, esige che nel documento di previsione siano iscritte solo le entrate accertabili nel periodo amministrativo considerato.
FONTE: CORTE DEI CONTI

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