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SBLOCCA DEBITI: LA POLITICA CERCA DI AMPLIARE IL FLUSSO DEI PAGAMENTI.

Il pagamento dei debiti della Pa resta in cima ai pensieri della maggioranza. Innanzitutto del Pdl che chiede al Governo di liquidare già nel 2013 tutti i 40 miliardi stanziati dal decreto 35.
Con una mozione depositata venerdì scorso e presentata ieri il capogruppo alla Camera, Renato Brunetta e il presidente della commissione Finanze di Montecitorio, Daniele Capezzone, hanno invocato uno «shock finanziario» positivo che può arrivare solo dalla immediata immissione di liquidità per la nostra economia. Secondo l'ex ministro della Pubblica amministrazione, erogare interamente quest'anno le risorse stanziate per il biennio 2013-2014 è «cruciale per far uscire l'Italia dalla crisi o ripiombarcela». E ciò perché, a suo giudizio, il Dl sui pagamenti è l'unica vera occasione di impatto immediato sull'economia visto che il Dl lavoro, quello del fare e gli interventi su Imu e Iva ancora da completare non hanno un impatto così immediato.
Brunetta ha poi rivelato di avere parlato della sua proposta sia con il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, sia con il titolare degli Affari europei, Enzo Moavero Milanesi. Ricavandone reazioni diverse. Il primo – ha spiegato – «non mi ha detto né sì né no» rinviando alla cabina di regia che si terrà domani mentre il secondo ha confermato che l'Unione europea sarebbe d'accordo e che «più si va in fretta e meglio è». Insieme alla mozione, Brunetta e Capezzone hanno presentato anche un'interpellanza allo stesso Saccomanni per avere maggiori dettagli sui tempi dei pagamenti.
Sul tema è intervenuto anche il Pd. Nel definire il pagamento dei debiti commerciali della Pa «una misura straordinaria per la ripresa e discriminante per la tenuta delle imprese», il responsabile Economia del partito, Matteo Colaninno, ha invitato il Governo non solo a considerare «di anticipare al 2013 la seconda tranche dei 20 miliardi di pagamenti della Pa» ma anche a «lavorare per verificare se esistano le condizioni per ampliare ulteriormente il flusso dei pagamenti, così come chiedono a gran voce tutte le rappresentanze delle imprese e ancora oggi (ieri, ndr) il presidente di Confindustria, Squinzi». Per lui, una più ampia iniezione di liquidità per le imprese costituirebbe, di fatto, «il superamento di gran parte della severa situazione di credit crunch che sta quotidianamente falcidiando imprese e lavoro».
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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