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NOVITÀ NORMATIVE

AVANZO E FONDO DI RISERVA: DUBBI CONTABILI!

C'è molta incertezza, fra gli enti locali, sulla corretta interpretazione dell'art. 187, comma 3-bis, del Tuel. Tale disposizione, nel testo risultante dopo le modifiche introdotte dall'art. 3 del dl 174/2012, vieta l'utilizzo dell'avanzo di amministrazione non vincolato agli enti che si trovino in una delle situazioni previste dagli artt. 195 e 222, ossia a quelli che utilizzano entrate a specifica destinazione o che fanno ricorso ad anticipazioni di tesoreria.
L'unica eccezione, al momento, riguarda i casi in cui l'avanzo venga utilizzato per i provvedimenti di riequilibrio di cui all'art. 193 dello stesso Tuel. Una seconda eccezione dovrebbe essere prevista dalla legge di conversione del dl 54/2013, grazie all'emendamento presentato dall'Anci per liberare l'avanzo da parte dei comuni che ricorrono all'anticipazione per ovviare al mancato gettito derivante dalla sospensione dell'acconto Imu 2013 disposta dal medesimo provvedimento. Tuttavia, rimane assai dubbia la portata del divieto in tutti gli altri casi.
La norma, come si è visto, limita l' «utilizzo» dell'avanzo non vincolato, espressione atecnica che comunque dovrebbe intendersi come «impegno». Per cui, non dovrebbe essere vietata l'iscrizione a bilancio (cosiddetta applicazione), ma solo l'eventuale impegno delle relative somme, laddove si verifichino le richiamate cause ostative. Ma il problema principale riguarda la durata del divieto: è sufficiente andare una volta sola in anticipazione perché esso scatti per tutta la durata dell'esercizio, oppure la preclusione opera solo per il periodo in cui l'anticipazione è attiva (ossia fino al momento del rientro)? Ricordiamo, infatti, che l'anticipazione può essere attivata e restituita più volte nel corso dello stesso esercizio.
Nei casi estremi, un'interpretazione letterale porterebbe ad applicare il divieto per tutto l'anno anche agli enti che sono andati in anticipazione per un solo giorno, il che sembra palesemente incongruo. Un problema in parte analogo si pone in relazione all'obbligo di incremento del fondo di riserva imposto dall'art. 166, comma 2-ter, del Tuel, che per gli enti in anticipazione e per quelli che utilizzano entrate vincolate deve essere iscritto a bilancio in misura pari allo 0,45% (anziché dello 0,30% ordinariamente previsto per gli altri enti) del totale delle spese correnti.
Anche in tal caso, occorre chiarire come esso si applichi in corso d'anno e quindi se vieti di abbassare il fondo solo nei casi in cui (e fino a quando) l'anticipazione è effettivamente stata attivata ovvero finché non viene ricostituita la consistenza delle somme vincolate. Su questi punti, è necessario un intervento interpretativo dei ministeri o della Corte dei conti.
FONTE: ITALIA OGGI

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