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NOVITÀ NORMATIVE

TRASPARENZA: OBBLIGHI DI PUBBLICITA' ANCHE NEI COMUNI PIU' PICCOLI.

Gli amministratori dei comuni con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti sono tenuti agli obblighi di pubblicità e trasparenza previsti dal dlgs 33/2013.
L'articolo 14 del decreto sulla trasparenza si sta dimostrando particolarmente «indigesto» per gli organi di governo, chiamati a rendere pubblica sostanzialmente la propria intera situazione finanziaria e patrimoniale.
Detta disposizione, infatti, obbliga a pubblicare sul sito istituzionale di ogni ente una dichiarazione concernente i diritti reali su beni immobili e su beni mobili iscritti in pubblici registri; le azioni di società; le quote di partecipazione a società; l'esercizio di funzioni di amministratore o di sindaco di società; copia dell'ultima dichiarazione dei redditi soggetti all'imposta sui redditi delle persone fisiche; una dichiarazione concernente le spese sostenute e le obbligazioni assunte per la propaganda elettorale ovvero l'attestazione di essersi avvalsi esclusivamente di materiali e di mezzi propagandistici predisposti e messi a disposizione dal partito. Tali dichiarazioni vanno estese anche alle posizioni, al coniuge non separato e ai parenti entro il secondo grado, ove gli stessi vi consentano.
La refrattarietà a pubblicare queste informazioni è particolarmente forte nei comuni di piccole dimensioni. È molto forte, infatti, in questi enti la convinzione che gli obblighi di pubblicità previsti dal decreto trasparenza valgano solo per i comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti.
Una prima argomentazione a favore di tale tesi è certamente priva di fondamento. Essa si basa sul dato testuale dell'articolo 41-bis del dlgs 267/2000, come introdotto dall'articolo 3, comma 1, lettera a), della legge 213/2012, che assegna all'autonomia regolamentare degli enti la disciplina della trasparenza della posizione patrimoniale degli amministratori, escludendo i comuni con popolazione fino a 15.000 abitanti. Ma, tale norma risulta espressamente abolita dall'articolo 52, comma 1, lettera c), del dlgs 33/2013.
Una seconda e più forte argomentazione a favore dell'esclusione dall'obbligo di trasparenza per i comuni con meno di 15.000 abitanti discende dall'articolo 52 sempre del dlgs 33/2013. Esso ha modificato l'articolo 1, comma 1, numero 5), della legge 441/1982, il quale stabilisce che le disposizioni di questa legge si applichino «ai consiglieri di comuni capoluogo di provincia ovvero con popolazione superiore ai 15.000 abitanti». Si sostiene, allora, che se la legge 441/1982 limita espressamente il suo campo di applicazione, essa induce ad escludere dagli obblighi di trasparenza gli enti con popolazione fino a 15.000 abitanti.
Di certo, l'estensore del dlgs 33/2013 ha compiuto una cattiva opera di coordinamento tra le sue disposizioni. Infatti vi è un evidente contrasto tra la limitazione contenuta nell'articolo 1 della legge 331/1982 e quanto prevede l'articolo 14, comma 1, del dlgs 33/2013, a mente del quale «con riferimento ai titolari di incarichi politici, di carattere elettivo o comunque di esercizio di poteri di indirizzo politico, di livello statale regionale e locale, le pubbliche amministrazioni pubblicano con riferimento a tutti i propri componenti, i seguenti documenti e informazioni», tra i quali quelli enumerati proprio dagli articoli 2, 3 e 4 della legge 441/1982.
Mentre l'articolo 1 novellato di tale legge, dunque, limita la sua portata escludendo i comuni con meno di 15.000 abitanti, l'articolo 14, come visto, impone a tutte le amministrazioni la pubblicazione dei dati previsti dalla legge 441/1982 «con riferimento a tutti i propri componenti», senza eccezione alcuna, né riguardante la popolazione degli enti, né la tipologia della carica pubblica.
Osservando bene l'articolo 1, comma 1, numero 5), della legge 441/1982, si nota che esso pone gli obblighi di trasparenza solo in capo ai «consiglieri» comunali. Così scritta, allora, la disposizione coinvolgerebbe il sindaco, che è sempre componente dei consigli, ma potrebbe non estendersi a tutti o parte degli assessori, considerando che negli enti con popolazione superiore ai 15.000 abitanti essi non possono far parte del consigli (lo stesso accadrebbe negli enti con popolazione fino a 15.000 abitanti che statutariamente prevedano la nomina di un assessore esterno ai consiglieri).
È evidentemente inammissibile leggere la combinazione tra articolo 14 del dlgs 33/2013 e articolo 1 della legge 441/1982 così da escludere una categoria di amministratori locali, gli assessori esterni, dal campo di applicazione delle regole di trasparenza.
La novellazione dell'articolo 1 della legge 441/1982 non può che considerarsi frutto di cattivo drafting normativo e va considerata recessiva e disapplicata dall'articolo 14, che estendendo gli obblighi di pubblicità a tutti gli amministratori, senza alcuna eccezione e limitazione di popolazione, risponde maggiormente alla ratio legislativa, che è quella della massima trasparenza possibile delle informazioni, la quale mal si concilia, ovviamente, con limitazioni di sorta.
FONTE: ITALIA OGGI

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