PROFILO AZIENDALEOPPORTUNITÀ DI LAVOROCONTATTIHOME PAGE
civica

NOVITÀ NORMATIVE

CERTIFICAZIONE EX- RURALI: REBUS DA DECIFRARE

La certificazione richiesta dal ministero dell'Interno riguarda ora tutti i comuni, che dovranno verificare il gettito derivante da tipologie di immobili la cui esatta individuazione costituisce a volte un compito arduo.
Se per i fabbricati di categoria B ed E la determinazione del maggior gettito potrebbe essere agevolata dall'estrazione dalla banca dati catastale degli immobili che dal 2007 hanno subìto aggiornamenti nella loro classificazione, lo stesso non può dirsi per i fabbricati ex rurali e le variazioni colturali dei terreni agricoli.
In relazione ai primi, il Territorio ha inviato ai comuni negli ultimi anni elenchi dei fabbricati non accatastati o che avevano perso i requisiti di ruralità, ma questi elenchi si sono dimostrati spesso lacunosi o ricchi di errori. Un altro problema è l'individuazione dei proprietari, nel caso di fabbricati non più destinati a uso agricolo la cui titolarità non sia stata aggiornata al Catasto.
Su questi immobili, la certificazione prevista dalla Finanziaria 2010 dovrà riguardare solo il maggior gettito realizzato nel triennio 2007-2009 grazie all'attività del Catasto, per cui i comuni - per non "regalare" parte della propria imposta allo stato - non dovranno considerare gli accatastamenti o le variazioni di fabbricati ex rurali che promossi su iniziativa del proprio ufficio tributi, avvalendosi della procedura prevista dalla legge 311/2004, anche dopo la scadenza dei termini per l'accatastamento dettati dal Dl 262/2006, a fronte del l'inerzia del proprietario del l'immobile ex rurale.
In questa ipotesi, il recupero d'imposta non deriva dall'attività del Catasto e non può quindi comportare alcuna riduzione dei trasferimenti erariali.
Allo stesso modo, si ritiene che nella certificazione non dovranno essere compresi gli immobili che, accatastati a seguito dell'iniziativa del Territorio, abbiano mantenuto - a fronte della effettiva destinazione d'uso - carattere rurale, in quanto nel 2009 il comune non risulta avere percepito da tali immobili alcun gettito.
Sui terreni oggetto di variazioni colturali, la certificazione (che non interessa gli oltre 6mila Comuni montani, i cui terreni agricoli non sono imponibili) impone una ricognizione individuale, per verificare non solo l'effettivo aumento del reddito dominicale ma soprattutto la titolarità del terreno. Se infatti il terreno agricolo è condotto dal proprietario, l'Ici è calcolata con gli abbattimenti previsti dall'articolo 9 del Dlgs 504/1992.
È quindi chiaro che la quantificazione dell'effettivo maggior gettito risulta molto complessa, in particolare fino a quando non sarà chiarito se, anche per la certificazione finale, il Territorio metterà a disposizione dei comuni una stima potenziale del maggior gettito suddivisa per le singole voci previste dal Dl 262/2006.
In mancanza di dati analitici i comuni, per quantificare l'incremento Ici del 2007, avevano infatti potuto fare riferimento a tali dati, per predisporre la certificazione sulla base di elementi indicati dallo stato e non creare un danno all'ente in caso di impossibilità di quantificare in modo analitico il maggior gettito percepito.
Questo trasferimento di dati diventa infatti ancora più importante in questo momento, in cui i comuni si trovano alle prese con una certificazione destinata a trasformarsi in un taglio definitivo ai trasferimenti erariali, che gli enti locali non possono quindi permettersi di sbagliare a quantificare.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

SCADENZIARIO

<settembre 2020>
lunmarmergiovensabdom
31123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
2829301234
567891011
calendario formazionequaderni di approfondimentobanca dati quesitibanca dati abbonati
vai al dettaglio