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NOVITÀ NORMATIVE

RIFORMA RISCOSSIONE: PREVISTA LA CONCORRENZA E NON IL MONOPOLIO.

Scrivere i decreti attuativi in un anno e non in due, e approvare il primo provvedimento in 4 mesi. Con gli emendamenti proposti ieri dal presidente della commissione Finanze della Camera Daniele Capezzone (Pdl) e approvati in comitato ristretto, la delega fiscale prova ad accelerare: l'obiettivo è di arrivare in Aula prima della pausa estiva (anche se il calendario è fitto di decreti da convertire), e comunque di accorciare drasticamente la fase attuativa.
E in lizza per il primo decreto attuativo c'è in particolare la riforma della riscossione locale, che attende l'uscita di Equitalia in programma per fine anno dopo l'ultima proroga. Una riforma, ha sottolineato ieri il viceministro dell'Economia Luigi Casero intervenendo a un convegno di Anacap (l'associazione dei concessionari privati della riscossione locale), che «va fatta subito e deve chiarire una volta per tutte il quadro delle competenze. Anche in questo settore vale il principio della sussidiarietà, che apre ai privati tutte le attività possibili».
Le ultime parole di Casero servono a rassicurare le aziende private di riscossione, che temono un rientro della concessionaria pubblica anche dopo l'addio di Equitalia, magari attraverso il Consorzio ipotizzato dall'ultima proroga. «Non si può pensare a organismi pubblici in condizione di monopolio o di oligopolio - ha sostenuto sul punto anche Daniele Capezzone - perché la concorrenza può far risparmiare la Pa a patto che le regole siano uguali per tutti e gli abusi siano repressi». E proprio a chiarire le regole di sistema punta la delega fiscale, che deve riscrivere le modalità di gestione dei rapporti fra enti e concessionari (conti dedicati, riversamenti, aggi e così via) e mette in agenda anche il nuovo codice deontologico per gli iscritti all'albo della riscossione. «L'ingiunzione introdotta nel 1910 è ultracentenaria - ha aggiunto il presidente di Anacap, Piero di Benedetto - e non può più essere la base normativa di un'attività tanto essenziale per l'ente locale. Non siamo contro nessuno - ha chiarito - ma chiediamo solo regole efficienti e imparziali».
Proprio la complessità dei problemi in campo, aggravati nei due anni di "congelamento" vissuti dal 2011 a oggi, obbliga la delega fiscale a mettere in campo in pratica un nuovo testo unico della fiscalità locale, anche per dare strumenti più efficaci per evitare il ripetersi di casi di mancati riversamenti delle imposte come accaduto con Tributi-Italia. Proprio per questo la riscossione locale potrebbe imboccare la corsia preferenziale verso il primo decreto attuativo, anche se l'obiettivo di tagliare il traguardo dell'attuazione entro fine anno continua ad apparire arduo.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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