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NOVITÀ NORMATIVE

APPLICAZIONE DELLA SPENDING REVIEW SUL CONFERIMENTO DI IMMOBILI.

Una volta tanto, la spending review supera un esame in Corte costituzionale. L'obiettivo è stato centrato ieri, con la sentenza 205/2013 (presidente Gallo, relatore Criscuolo), depositata ieri, in cui la Consulta ha promosso i vincoli di destinazione delle risorse che Regioni ed enti locali ottengono dal conferimento dei loro immobili ai fondi di investimento.
In discussione, a causa di un ricorso della Regione Veneto, era finito l'articolo 23-bis del Dl 95/2012, quello che ha previsto la creazione di fondi di investimento in cui le Regioni e gli enti locali potessero conferire immobili da valorizzare. Le risorse così ottenute, e questo è il punto della norma contestato dal Veneto, devono essere utilizzate per l'abbattimento dello stock del debito accumulato dall'ente territoriale, e, solo in assenza di indebitamento o per la parte di introiti che eventualmente supera il passivo, possono essere impiegati per investimenti: due casi, questi ultimi, praticamente accademici, soprattutto negli enti locali di maggiori dimensioni e ancor di più nelle Regioni.
Il Veneto contestava la regola sotto due profili: il suo ipotizzato contrasto con le regole di ragionevolezza delle norme e di buon andamento della Pubblica amministrazione, e la pretesa invasione di campo dell'autonomia di scelta da parte degli enti territoriali.
Entrambi i colpi sono stati respinti dai giudici delle leggi. Il primo è stato considerato inammissibile, perché i ricorsi delle Regioni alla Consulta possono poggiare esclusivamente su ipotesi di conflitti di competenze. Anche su questo secondo versante, di merito, la Consulta ha però negato il valore alle considerazioni venete.
Il vincolo di destinazione, spiega la sentenza, risponde ai due principi che consentono allo Stato di imporre limiti alle decisioni delle Autonomie: la regola rientra infatti «fra le scelte di politica nazionale» in funzione anti-crisi, e «non fissa in modo esaustivo strumenti o modalità di attuazione», cioè non entra nei dettagli e quindi non viola l'autonomia degli enti. Via libera, dunque, anche se il giudizio sull'efficacia reale della norma per abbattere il debito locale è un'altra partita, ancora da giocare.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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