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IMMOBILI REGIONALI E ICI

È legittima la condotta del comune che pretende il pagamento dell'Ici su un immobile di proprietà della regione ma utilizzato da un soggetto pubblico diverso. Il diritto all'esenzione non può infatti essere esteso per via analogica, soprattutto quando il bene non sia più utilizzato per scopi istituzionali.
Lo ha stabilito la sezione tributaria della Corte di cassazione nella sentenza n. 8495/2010 depositata in cancelleria il 9 aprile.
Il fatto. La vicenda prende le mosse dal ricorso dell'Agenzia lucana innovazione agricoltura, organismo strumentale della regione Basilicata, contro il comune di Scanzano Jonio (Matera) che pretendeva il pagamento dell'Ici su un terreno edificabile di proprietà della regione ma utilizzato dall'Agenzia.
Il comune eccepiva di non essere legittimato a resistere in giudizio, avendo affidato l'attività di accertamento, liquidazione, riscossione e gestione delle entrate a una srl. Quest'ultima, chiamata in causa dall'Agenzia, sosteneva la legittimità dell'avviso di accertamento, ma prima la Commissione tributaria provinciale e poi, in appello, quella regionale non erano però dello stesso avviso e ritenevano legittima l'esenzione dal pagamento del tributo.
Contro la sentenza d'appello ricorreva in Cassazione la società di riscossione. E questa volta gli Ermellini ribaltavano tutto.
La sentenza. Secondo la Suprema Corte i giudici fiscali di primo e secondo grado sono incorsi in errore. L'Agenzia che utilizzava il terreno di proprietà della regione, scrivono i giudici, «è un organismo dotato di personalità giuridica propria, nonché di autonomia organizzativa, amministrativa, gestionale, contabile e finanziaria rispetto all'ente regione che l'ha costituito».
Ragion per cui non è possibile estendere all'Agenzia il diritto all'esenzione, anche perché, fa notare il Palazzaccio, le agevolazioni tributarie non possono essere estese attraverso interpretazioni analogiche.
Un errore in cui sono invece incorse la Ctp e la Ctr. «I beni non destinati esclusivamente al perseguimento dei compiti istituzionali dell'ente proprietario», osservano i giudici di legittimità, «non rientrano nel campo di applicazione del dlgs n.504/1992, art.7, lett.a». Ed è proprio quanto accaduto nel caso di specie.
Per la Corte le aree su cui il comune pretendeva il pagamento dell'Ici non avevano alcun legame con i compiti istituzionali dell'Agenzia. Che, da statuto, doveva occuparsi di riforma agraria mentre invece i terreni oggetto del contendere erano nel frattempo diventati aree fabbricabili, essendo addirittura venuta meno la natura agricola.
Sulla base di queste considerazioni la Cassazione ha accolto il ricorso della srl e ha anche deciso la vicenda nel merito, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto.
FONTE: ITALIA OGGI

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