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NOVITÀ NORMATIVE

I COSTI DEL SEGRETARIO NON SI DIVIDONO.

Le spese del personale relative al segretario comunale che opera anche in altri comuni in convenzione, devono essere classificate per intero nel bilancio dell'ente e non in quota parte. Infatti, il rapporto di servizio del segretario che presta la sua opera anche presso un ente diverso da quello di assegnazione principale rimane, sotto il profilo del rapporto organico, in capo al comune capofila e l'inscindibilità del rapporto stesso non consente di considerare la spesa per il dipendente solo per una quota parte. È quanto ha affermato la sezione delle autonomie della Corte dei conti, nella deliberazione n.17 pubblicata ieri, facendo chiarezza su un aspetto delle disposizioni previste dall'articolo 76, comma 6 del dl n.112/2008, in materia di rapporto tra spesa del personale e quella corrente.
La vicenda. Il comune di Terranova del Pollino ha in regime di convenzione con altri due enti il servizio del segretario comunale. Essendo comune capofila, anticipa per il predetto servizio l'intero onere finanziario, comprensivo di contributi fiscali e previdenziali, mentre gli altri due enti versano mensilmente a quest'ultimo la propria quota, a scadenze diverse. Il comune afferma che le quote di rimborso provenienti dagli altri due enti andrebbero escluse in bilancio dalla voce «spese di personale», perché legate a prestazioni che il segretario svolge nell'interesse degli altri enti e che le stesse, per i limiti ex dl n.112/2008, andrebbero considerate solo per la propria quota spettante, mentre le altre dovrebbero rientrare nelle spese per prestazioni di servizi.
La decisione. Per la Corte, anche se non esiste una disposizione attuale che indichi quali siano le componenti dell'aggregato spesa di personale per il vincolo che fa riferimento al rapporto spesa di personale e spesa corrente, si ritiene preferibile non ammettere l'esclusione. Rafforza questa conclusione l'evidenza che il rapporto di servizio del segretario che presta la sua opera anche presso un ente diverso da quello di assegnazione principale rimane, in capo al comune capofila. Tale inscindibilità, pertanto, non consente di considerare la spesa per il dipendente solo per una quota parte.
FONTE: ITALIA OGGI

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