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NOVITÀ NORMATIVE

PROFESSIONALITA' ESTERNE DIRIGENZIALI NEGLI ENTI LOCALI

Gli enti locali debbono adeguare la propria disciplina degli incarichi dirigenziali a tempo determinato alle disposizioni dell'articolo 19 del dlgs 165/2001, anche se l'articolo 110 del Tuel è da considerare ancora vigente.
La Corte dei conti, sezione regionale di controllo per la Lombardia col parere 17 marzo 2010, n. 308 è la prima autorità giurisdizionale a pronunciarsi sulla delicata questione dell'incidenza della riforma-Brunetta nei confronti degli incarichi dirigenziali a contratti di comuni e province.
Il problema, in prima approssimazione, è rappresentato dalla circostanza che il dlgs 150/2009 nel novellare l'articolo 19 del dlgs 165/2001 ha introdotto il nuovo comma 6-ter, ai sensi del quale «il comma 6 ed il comma 6-bis si applicano alle amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2», tra le quali sono compresi anche gli enti locali. Pertanto, la disposizione del comma 6, specificamente dedicata all'assunzione di dirigenti a tempo determinato e fino alla riforma-Brunetta considerata confinata alle sole amministrazioni statali, per espressa previsione di legge espande la sua portata anche agli enti locali. Ma, tale norma si sovrappone al disposto dell'articolo 110, commi 1 e 2, del dlgs 267/2000, il cui contenuto è analogo, ma non coincidente con il comma 6.
Le differenze fondamentali sono due. L'articolo 19, comma 6, novellato restringe in maniera evidente la possibilità di assumere dirigenti a tempo determinato, richiedendo l'espressa motivazione di tale scelta, correlandola all'assenza di professionalità nella dotazione organica; in secondo luogo, prevede esclusivamente la possibilità di coprire una percentuale dei posti vacanti della dotazione organica. L'articolo 110, invece, non richiede la motivazione espressa del ricorso a dirigenti esterni; non contiene alcuna limitazione percentuale alla possibilità di coprire la dotazione organica dei dirigenti con assunzioni a tempo determinato che, dunque, possono riguardare anche il 100% della dotazione; permette, al comma 2, anche di assumere dirigenti oltre la dotazione organica, con un sistema di limitazione percentuale riferito non solo alla dotazione dei dirigenti, ma anche dei funzionari.
Il parere della magistratura contabile di Milano cerca di trovare la quadratura del complesso problema di conciliazione tra due norme di così diverso tenore, non senza incorrere in ambiguità, probabilmente causate dalla volontà di non prendere una posizione del tutto netta.
Da un lato, infatti, il parere si sofferma sulla ratio della riforma-Brunetta, richiamando il suo intento di attuare le sentenze della Corte costituzionale, in particolare la 103/2007, sottolineando la necessità di rispettare, alla luce delle pronunce della Consulta, i principi generali di imparzialità e di buon andamento dell'azione amministrativa posti a limitare lo spoils system. Il parere richiama anche la necessità di connotare l'incarico dirigenziale da specifiche garanzie, sì da regolarlo in modo tale da assicurare la tendenziale continuità dell'azione amministrativa e una chiara distinzione funzionale tra i compiti di indirizzo politico-amministrativo e quelli di gestione. Tale continuità, ovviamente, viene a mancare nel caso di incarichi a tempo determinato la cui durata è connessa al mandato amministrativo, col rischio, sottolineato dalla sentenza della Consulta 34/2010 che qualora le funzioni amministrative di esecuzione dell'indirizzo politico non siano affidate a funzionari neutrali ma a soggetti cui si richiede una specifica appartenenza politica, ovvero un rapporto personale di consentaneità con il titolare dell'organo politico venga a mancare il perseguimento dell'interesse generale.
Per queste ragioni, il parere evidenzia la necessità che gli enti locali si conformino a tali principi, come del resto impongono loro gli articolo 88 e 111 del dlgs 267/2000 che contengono un espresso rinvio alla disciplina generale sul pubblico impiego anche per i dipendenti degli enti locali. La Corte sottolinea la possibilità per comuni e province di dare ulteriore specificazione ai principi richiamati prima, specificazioni rinvenibili anche in singole disposizioni del Tuel, per rispondere alle peculiari caratteristiche delle amministrazioni locali. Ma, tali disposizioni speciali, in ogni caso, non possono che essere conformi ai principi generali che sovrintendono la disciplina della materia.
Tuttavia, secondo il parere l'articolo 110 del dlgs 267/2000 non può considerarsi abolito e gli enti locali conserverebbero piena autonomia di organizzare da sé la disciplina dell'assunzione di dirigenti a contratto. D'altra parte, l'abolizione dell'articolo 110, continua la Corte, avrebbe dovuto essere espressamente prevista, come richiede l'articolo 1, comma 4, sempre del dlgs 267/2000. Il parere, comunque, conclude affermando che la normativa di cui al dlgs 150/2009 si applica agli enti locali, i quali debbono esplicare la loro autonomia adeguando i regolamenti ai principi della riforma, pur nella vigenza dell'articolo 110.
FONTE: ITALIA OGGI

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