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NOVITÀ NORMATIVE

VERSA L'IVA LA SOCIETA' IN-HOUSE CHE SVOLGE RISCOSSIONE.

Una società in house che svolge attività di riscossione dei tributi non rientra tra gli organismi di diritto pubblico e, di conseguenza, è soggetta a Iva anche quando svolge attività di pubblica autorità, non potendo beneficiare dell'esclusione soggettiva prevista dal nuovo articolo 4 del Dpr 633/1972. Sono queste, in sintesi, le conclusioni contenute nella risposta a un interpello proposto da un comune.
L'ente sosteneva che, in applicazione dell'articolo 4 del Dpr 633/1972, così come modificato dall'articolo 38, comma 2, del Dl 179/2012, la propria società in house, in quanto organismo di diritto pubblico che si occupa di riscossione tributi, quindi attività di pubblica autorità, potesse godere dell'esclusione soggettiva prevista dall'articolo 4, risparmiando quindi il 21% di Iva, dal momento che l'imposta, nel caso specifico, non è detraibile per l'ente.
L' Agenzia risponde che «la qualifica di società comunale in house non assume rilevanza in ordine all'individuazione dei presupposti impositivi Iva, nell'ambito dei rapporti giuridici che si instaurano tra ente e società» e che «la qualificazione giuridica della società in house richiede un'indagine di natura extratributaria e, come tale, non ascrivibile alle prerogative esercitabili dall'agenzia delle Entrate in sede di trattazione dell'interpello», precisando comunque che «come già chiarito dalla risoluzione 129/2006 la nozione di organismo di diritto pubblico, mutuata dalla giurisprudenza e dalla normativa in materia di appalti pubblici in base alla quale la società in house potrebbero essere assimilate a enti pubblici, non può ritenersi applicabile alle questioni relative alla materia tributaria».
L'Agenzia conclude che nel caso specifico, posto che tra le parti intercorre un rapporto giuridico sinallagmatico, i corrispettivi spettanti alla società, anche se la stessa opera nella veste di società comunale in house, devono essere assoggettati a Iva al 21 per cento. Se la definizione di organismo di diritto pubblico mutuata da giurisprudenza e normativa sugli appalti, però, non può applicarsi, è indispensabile trovare una definizione positiva che consenta di stabilire che cosa si intenda per ente/organismo di diritto pubblico ai fini fiscali. A maggior ragione oggi, che questa definizione è stata inserita nell'articolo 4 del Dpr 633/1972, che definisce il requisito soggettivo ai fini Iva, presupposto indispensabile, insieme a quello oggettivo e territoriale, per l'assoggettamento a Iva di una qualsiasi prestazione di servizi o cessione di beni.
È utile ricordare che l'Agenzia si è già pronunciata in un altro caso, con la risoluzione 89/2008, affermando che le aziende speciali sono enti pubblici riconducibili nella nozione generale di organismi di diritto pubblico e che, nella risposta a una interrogazione parlamentare del 17 novembre 2010, richiedente l'esenzione per alcune attività svolte dalle società in house, l'Agenzia ha comunque sottolineato, in termini di perdita di gettito, «l'oggettivo grado di problematicità sotteso all'auspicio formulato con l'interrogazione».
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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