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NOVITÀ NORMATIVE

ALLO STUDIO UN DECRETO PER IL RIORDINO DELLE SOCIETA' STRUMENTALI.

Un decreto legge per rimettere ordine nel dedalo delle scadenze e un ridisegno per rendere coerenti le regole dei servizi pubblici locali con i nuovi ordinamenti territoriali disegnati dal Ddl Delrio, quello che fra le altre cose abolisce le Province attuali e rilancia il ruolo delle Città metropolitane.
È il lavoro che sta impegnando in questi giorni i tecnici all'opera presso il ministero degli Affari regionali, e che dovrebbe sfociare in un decreto legge da esaminare in uno dei prossimi consigli dei ministri. A motivare il carattere di «necessità e urgenza» che deve informare i decreti legge c'è la pioggia di scadenze in arrivo per le società partecipate degli enti locali, e che nel labirinto di proroghe, bocciature costituzionali e ritocchi continui ha perso ogni carattere organico.
Tra il 30 settembre e fine anno gli enti locali dovrebbero chiudere le società strumentali che non sono state alienate entro fine giugno (cioè praticamente tutte, perché la prima scadenza è passata in silenzio), per applicare una regola della spending review (articolo 4 del Dl 95/2012) che però esclude le Regioni dopo l'intervento della Corte costituzionale. Nel frattempo, ci sarebbero anche da dismettere le società di servizi pubblici locali nei quasi 8mila Comuni fino a 50mila abitanti, perché i municipi che contano fino a 30mila residenti non dovrebbero più possederne, mentre quelli fra 30.001 e 50mila abitanti potranno continuare a detenere una sola partecipazione: sfuggono alla tagliola solo le società che hanno chiuso gli ultimi tre bilanci in ordine, e quelle possedute da Comuni che alleandosi superano le soglie demografiche.
Insomma, un caos, che trova impreparato il sistema degli enti locali e che rischia di determinare l'ennesimo cortocircuito di inadempimenti e riordini rimasti sulla carta. Sul punto, però, come più di un esponente del Governo ha ribadito negli ultimi mesi, non si interverrà con un nuovo tentativo di riforma «organica», dopo le prove fallite fra 2008 e 2011.
L'idea di fondo è di agganciare l'organizzazione dei servizi pubblici locali alla struttura degli enti «di area vasta» chiamati a sostituire le Province secondo il Ddl Delrio, superando per questa via l'iper-frammentazione che, soprattutto nelle Regioni del Centro-Sud, ha finora moltiplicato le spese di gestione e azzoppato le performance. In prospettiva, utilizzando gli strumenti della concertazione, si vorrebbe spingere anche le Regioni a spostare sui nuovi enti le competenze sui servizi pubblici, per arrivare a una struttura organica in tutte le realtà territoriali.
Sul tema, cruciale, degli affidamenti, il progetto è quello di seguire la normativa europea, che incentiva il ricorso alle gare lasciando l'in house come possibilità residuale, a cui rivolgersi quando il contesto economico e sociale del territorio non permette l'apertura alla concorrenza, ma rimane neutra sul piano della struttura societaria, nel senso che non prevede regole diverse fra operatori pubblici e privati. La spinta alla privatizzazione era invece stato il tratto che più aveva distanziato le regole italiane da quelle Ue nelle riforme del 2008-2011, ma è stata travolta prima dai referendum e poi dalla Corte costituzionale.
Nel disegno che sta prendendo forma in questi giorni trova spazio anche il capitolo delle responsabilità, che dopo il fallimento dei tentativi di regolazione a monte dovrebbero spostarsi a valle, concentrandosi cioè sull'analisi dei risultati. Un'idea, questa, che potrebbe concretizzarsi nella previsione di parametri obbligatori sui bilanci e sulle performance, in grado anche di portare a una forma di "fallimento" (con commissariamento o obblighi di liquidazione) per le società pubbliche che si rendono protagoniste degli sforamenti più consistenti. Questo binario corre parallelo all'estensione del Patto di stabilità alle in house, su cui il ministero dell'Economia sta costruendo una serie di regole che sembrano destinate a trovare spazio a ottobre nella legge di stabilità per il 2014.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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