PROFILO AZIENDALEOPPORTUNITÀ DI LAVOROCONTATTIHOME PAGE
civica

NOVITÀ NORMATIVE

TARES: L'ULTIMA RATA RISCHIA LO SDOPPIAMENTO.

I Comuni possono rinviare al 2014 il pagamento delle ultime rate Tares di quest'anno, ma devono riscuotere entro fine anno la maggiorazione di 30 centesimi a metro quadro. È quanto emerge dalla risoluzione 9/DF del 9 settembre 2013 del dipartimento delle Finanze, che sembra preoccuparsi di assicurare all'Erario il miliardo di gettito atteso ma non chiarisce se il Dl 102/13 abbia introdotto criteri alternativi al Dpr 158/99.
La soluzione del posticipo al 2014 appare comunque dettata dal buon senso di dilazionare maggiormente il pagamento della Tares, considerata la partenza travagliata del nuovo tributo e l'ulteriore possibilità di intervento entro il 30 novembre. Resta però il fatto che l'articolo 10 del Dl 35/2013 impone la riscossione della maggiorazione «unitamente all'ultima rata del tributo». Quindi delle due l'una: o la Tares va riscossa integralmente nel 2013 (compresi i 30 centesimi al metro quadro) oppure si deve consentire lo slittamento al 2014 anche della maggiorazione.
Lo sdoppiamento non è invece ammesso dalla norma, anche perché con l'ultima rata scattano due conseguenze importanti: versamento da effettuare con F24 (Dl 35/2013) e obbligo per i Comuni di predisporre e inviare ai contribuenti il modello di pagamento (Dl 102/2013). Peraltro, seguendo il ragionamento del ministero, in caso di posticipo al 2014 l'ultima rata sarebbe comunque quella del 2013, conclusione opinabile ed evidentemente finalizzata a garantire la riscossione della maggiorazione con modello F24 da inviare ai contribuenti. Senza considerare che molti Comuni sarebbero costretti a spedire due distinti bollettini di pagamento: uno per la Tares-rifiuti, l'altro per la Tares-servizi.
Il dipartimento delle Finanze evidenzia, inoltre, per gli enti che hanno fissato la scadenza dell'ultima rata 2013 a dicembre, che «il versamento dovrà essere necessariamente effettuato entro il giorno 16 di tale mese». L'affermazione non crea problemi ai Comuni che hanno indicato la data del 16 dicembre o precedente (come Bologna, Torino o Milano). Altrettanto non può dirsi invece per gli enti che hanno fissato la scadenza del pagamento al 31 dicembre 2013 (come per esempio Venezia e Firenze).
Sul punto il ministero fa presente che il termine del giorno 16 è stabilito dalla disciplina dell'F24 (Dlgs 241/97) e dal Dm 14/5/2013 di approvazione del bollettino postale per il versamento della Tares. Tuttavia l'articolo 14 del Dl 201/2011 rimanda alla regolamentazione dell'ente la disciplina sui termini di versamento del tributo, e ancora più esplicito è l'articolo 10 del Dl 35/2013, che rimette al Comune la decisione sulla scadenza e sul numero delle rate Tares 2013.
C'è quindi una doppia copertura legislativa, che non può essere derogata da una fonte secondaria (come il Dm 14/5/2013). Inoltre il rinvio al Dlgs 241/97 può operare solo relativamente alle modalità di utilizzo dell'F24. Pertanto se si vogliono obbligare i Comuni a riscuotere entro il 16, è necessaria un'espressa volontà legislativa.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

SCADENZIARIO

<agosto 2019>
lunmarmergiovensabdom
2930311234
567891011
12131415161718
19202122232425
2627282930311
2345678
calendario formazionequaderni di approfondimentobanca dati quesitibanca dati abbonati
vai al dettaglio