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NOVITÀ NORMATIVE

IMU: IN ARRIVO I RIMBORSI AI COMUNI.

Arrivano i rimborsi Imu per i comuni. Entro l'inizio della prossima settimana i sindaci riceveranno la loro quota dei 2,4 miliardi che rappresenta il valore della prima rata Imu cancellata dal governo con il decreto legge n. 102/2013. L'assicurazione è arrivata ieri direttamente dal premier Enrico Letta dopo che il presidente dell'Anci Piero Fassino in audizione alla camera sul dl aveva lanciato l'allarme. «Se entro domenica i sindaci non riceveranno le compensazioni della prima rata dell'Imu prima casa, molti comuni al 30 settembre non saranno in grado di pagare gli stipendi ai dipendenti».
Lungi dal sollevare «inutili allarmismi» il sindaco di Torino ha poi precisato che l'ultimatum al governo prende le mosse dalla constatazione della «grave crisi di liquidità» apertasi nei conti dei comuni dopo la cancellazione della prima rata Imu. E senza soldi anche onorare «impegni essenziali quali l'erogazione tempestiva delle retribuzioni ai dipendenti» può diventare tutt'altro che scontato.
Letta ha assicurato che i pagamenti arriveranno ai sindaci in anticipo rispetto alla data del 30 settembre individuata come dead line dal dl 102. «Considerata l'urgenza manifestata in parlamento dal presidente dell'Anci, il governo si farà carico delle esigenze dei comuni ed adotterà, agli inizi della prossima settimana, i provvedimenti attuativi necessari ad assicurare le risorse necessarie», ha dichiarato.
Ma, risolto il capitolo rimborsi, restano ancora molti nodi da sciogliere sulla disciplina dell'imposta immobiliare per il 2013 e il 2014, ma anche sulle code di gettito del passato che fanno mancare circa un miliardo di euro nelle casse dei municipi. Per non parlare poi delle risorse destinate ai sindaci a titolo di Fondo di solidarietà comunale. Il decreto di ripartizione che doveva essere emanato entro il 30 aprile non ha ancora visto la luce e quindi i comuni non conoscono ancora l'ammontare dei recuperi che saranno operati per alimentare il fondo.
E non si conosce neppure l'ammontare per singolo ente dei tagli disposti dalla spending review (il Mef ha chiarito che quest'ultimo decreto arriverà solo dopo l'emanazione di quello relativo al Fondo di solidarietà). Insomma, sono molteplici, gli elementi di incertezza che rendono al momento estremamente difficile la chiusura dei bilanci, pur prorogata al 30 novembre 2013. «Bisogna evitare di ripetere gli errori del passato», ha dichiarato Angelo Rughetti (Pd) componente della commissione bilancio. «Servono più garanzie nei confronti dei comuni che vanno messi al riparo da eventuali oscillazioni di gettito. Altrimenti come sempre saranno i territori a pagare e i sindaci si vedranno costretti ad usare la leva fiscale, per esempio quella delle addizionali, per compensare i buchi aperti dall'Imu».
Le incognite sui bilanci sono poi incrementate dalla nebulosità di molte disposizioni del dl 102 che hanno introdotto agevolazioni Imu per particolari fattispecie senza però un'unica decorrenza. Mentre, infatti, l'esenzione per gli immobili invenduti delle imprese edili si applica già dalla seconda rata 2013 (per poi entrare a regime nel 2014), quella relativa agli immobili utilizzati esclusivamente per attività di ricerca scientifica scatterà solo l'anno prossimo.
E ancora, varrà già dal 2013 l'equiparazione all'abitazione principale delle abitazioni assegnate ai soci delle cooperative edilizie a proprietà indivisa. Mentre, per quanto riguarda gli alloggi sociali, il bonus sarà in vigore a decorrere dal 2014. Questa applicazione a geometria variabile crea, secondo l'Anci, più di un problema sulla corretta quantificazione dei minori gettiti comunali.
«È inopportuno», si legge nel testo dell'audizione depositata nelle commissioni riunite bilancio e finanze della camera, «riferire l'esenzione all'una o all'altra rata del tributo dovuto per il 2013, senza specificare quale quota è dovuta e sulla base di quale criterio di calcolo». «Il calcolo dell'Imu», fa notare l'Anci, «è annuale e la suddivisione in rate serve unicamente a regolare i termini di pagamento. Appare pertanto necessario richiamare in modo esplicito le modalità di calcolo della prima rata Imu 2013 delle fattispecie che vengono beneficiate in corso d'anno 2013, al fine di evitare che l'assenza di riferimenti o il generico riferimento alla seconda rata quale decorrenza dell'esenzione o agevolazione determini incertezze».
C'è poi il capitolo dell'Imu sull'invenduto che secondo l'associazione dei comuni è stato sottostimato dal governo: 38,3 milioni rappresentano infatti una stima «insufficiente» in quanto si basa «sul volume di stock abitativo costruito di un solo anno, mentre l'esenzione disposta dal decreto si riferisce anche a fabbricati non abitativi e, soprattutto, comprende l'invenduto delle aziende edilizie senza limiti temporali».
Completa il quadro delle richieste Anci, che poi verranno tradotte in emendamenti al dl 102, l'auspicio di criteri più equi (che non siano quelli del dpr 158/1999) nella determinazione dei costi e delle tariffe del servizio di gestione dei rifiuti. In materia di imposta di soggiorno, inoltre, l'Anci ha fatto notare come l'atteso regolamento statale attuativo non sia ancora stato emanato e chiede che venga meglio precisato il ruolo dei gestori delle strutture quali responsabili del pagamento del tributo con facoltà di rivalersi sui soggetti passivi d'imposta. Infine, le proposte più strettamente contabili.
L'Anci chiede che per il 2013 venga reso facoltativo l'obbligo di procedere alla salvaguardia degli obiettivi di bilancio il cui termine ultimo è slittato al 30 novembre assieme alla scadenza dei preventivi. Sulle anticipazioni di tesoreria, l'Anci propone che l'attuale misura di favore, che ha elevato da 3/12 a 5/12 delle entrate il limite per chiedere gli anticipi di cassa, venga prorogata almeno fino al 30 novembre.
FONTE: ITALIA OGGI

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