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NOVITÀ NORMATIVE

LE NOVITA' DEL PATTO DI STABILITA' 2010

È un patto di stabilità con tante novità ed diverse conferme, quello che si va delineando, in particolare alla luce del dl n. 2/2010 (c.d. decreto salva enti), convertito con legge n. 42 del 26 marzo 2010 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 72 del 27/3/2010).
Esclusioni di pagamenti in conto capitale. Fra le novità più importanti merita certamente di essere segnalata la riproposizione, prevista dal comma 4-sexies dell'art. 4, anche al 2010 del meccanismo previsto dall'art. 7-quater, comma 1, lettere a) e b), e comma 3 del dl 5/2009, convertito con legge 33/2009.
Trova quindi applicazione, anche per il 2010, l'esclusione dal saldo utile ai fini del patto di stabilità dei pagamenti in conto residui concernenti spese per investimenti, nonché i pagamenti per spese in conto capitale per impegni già assunti finanziate dal minor onere per interessi conseguente alla riduzione dei tassi di interesse sui mutui o alla rinegoziazione degli stessi. Possono beneficiare di tali esclusioni solo le province e i comuni con popolazione superiore a 5 mila abitanti che presentino contestualmente i seguenti requisiti:
1) rispetto del patto di stabilità interno nell'anno 2008;
2) rapporto tra numero dei dipendenti e abitanti inferiore alla media nazionale individuata per classe demografica;
3) volume di impegni per spesa corrente nel 2009, al netto delle spese per adeguamenti contrattuali del personale dipendente, compreso il segretario comunale o provinciale, di ammontare non superiore a quello medio corrispondente registrato nel triennio 2006-2008.
Entrate da operazioni straordinarie. L'art. 4, c. 4-quinquies, del dl 2/2010 reca un'interpretazione autentica dell'art. 7-quater, c. 10, del dl 5/2009 (legge 33/2009), prevedendo che gli enti che hanno operato nell'anno 2009 l'esclusione delle entrate straordinarie (cessioni di azioni o quote di società operanti nel settore dei servizi pubblici locali, nonché risorse derivanti dalla distribuzione dei dividendi determinati da operazioni straordinarie poste in essere dalle predette società, qualora quotate nei mercati regolamentati, e risorse relative alla vendita del patrimonio immobiliare destinate alla realizzazione di investimenti o alla riduzione del debito) sono tenuti ad operare la stessa esclusione anche per gli anni 2010 e 2011.
Gli altri enti, invece, dovranno considerare tali entrate incluse sia nella base di riferimento 2007 che nei risultati utili 2010 e 2011. Come si ricorderà, l'abrogazione del comma 8 dell'art. 77-bis del dl 112/2008 (operata dall'art. 7-quater, c. 9, lett. a) del dl 5/2009) ha avuto come conseguenza che gli accertamenti di parte corrente e le riscossioni in conto capitale relative alle operazioni straordinarie appena richiamate non possono essere escluse né dal saldo finanziario 2007 né dai saldi utili per gli anni 2010 e 2011. Per evitare di svantaggiare gli enti che avevano utilizzato l'opzione prevista dal comma 8, il dl 5/2009, all'art. 7-quater, comma 10, ha previsto la possibilità per quegli enti che avevano approvato il bilancio di previsione prima del 10 marzo 2009 (cioè in vigenza del comma 8) la possibilità di optare se avvalersi o meno del mutato quadro normativo di riferimento. Per cui, solo gli enti che hanno approvato il bilancio prima del 10 marzo 2009 e che non hanno ritenuto di avvalersi del novellato quadro normativo in virtù dell'abrogazione del citato comma 8, hanno potuto escludere le entrate straordinarie sia dal 2007 che dal triennio 2009/2011.

Dividendi di società quotate. Un'ulteriore innovazione al patto di stabilità 2010 viene apportata dall'art. 4, c. 4-septies, lett. a) del dl 2/2010 che, introducendo il comma 9-bis all'art. 77-bis del dl 112/2008, prevede che, a partire dal 2009, per gli enti che nel 2007 hanno percepito dividendi derivanti da operazioni straordinarie poste in essere da società quotate in mercati regolamentati operanti nel settore dei servizi pubblici locali, presentano un saldo di competenza mista positivo o pari a zero ed hanno rispettato il patto di stabilità 2007, devono applicare le percentuali di cui all'art. 77-bis, c. 3, lett. b) del dl 112/2008, non più al saldo di competenza mista 2007, ma alla media dei saldi relativi al quinquennio 2003/2007, calcolati sempre con il criterio della competenza mista. Secondo la nota illustrativa dell'Anci, «la riduzione è di notevole entità ma interessa pochissimi enti perché le condizioni di applicazione delle disposizioni in questione rappresenta comportamenti residuali agli enti soggetti a patto di stabilità».
Risorse Ue. Il decreto legge n. 2/2010, introducendo il comma 7-quater all'art. 77-bis del dl 112/2008, consente agli enti di escludere, sia dal saldo finanziario considerato quale base di riferimento sia dai saldi utili 2010 e 2011, le risorse provenienti, direttamente o indirettamente, dall'Unione europea, nonché le relative spese correnti ed in conto capitale. La circolare Rgs n. 15/2010 precisa che l'esclusione delle spese opera anche se le suddette risorse sono effettuale in più anni, purché la spesa complessiva non sia superiore all'ammontare delle corrispondenti risorse assegnate.
Certificazione dei debiti. Il decreto-milleproroghe di fine 2009 (dl 194/2009, convertito con legge 25/2010) ha esteso anche all'anno 2010 la possibilità per gli enti locali di certificare i propri debiti certi, liquidi ed esigibili per somministrazioni di forniture e appalti, con lo scopo di agevolare e velocizzare la riscossione dei crediti vantati dalle imprese. La norma consente ai titolari dei crediti non prescritti di procedere alla cessione pro soluto a banche e intermediari finanziari autorizzati.
Monitoraggio, sanzioni e premi. Anche per il monitoraggio 2010 gli enti soggetti al patto sono tenuti ad inviare semestralmente alla ragioneria dello stato, entro trenta giorni dalla fine del semestre di riferimento, le informazioni sulle gestioni di competenza e di cassa. Le modalità di trasmissione dei prospetti saranno definite con uno specifico decreto del ministero dell'economia e delle finanze, sentita la Conferenza stato-città e autonomie locali. Si precisa che nessun dato dovrà essere trasmesso (via e-mail, via fax o per posta) fino all'emanazione del citato decreto. Confermato anche l'impianto sanzionatorio, con la precisazione che le previste sanzioni si applicano per il solo anno successivo al mancato rispetto del patto.
FONTE: ITALIA OGGI

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