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NOVITÀ NORMATIVE

GLI STRAORDINARI NON SI RIDUCONO CON LE CESSAZIONI.

Il fondo per il lavoro straordinario non va ridotto sulla base delle cessazioni dal servizio dei dipendenti degli enti locali. È questa la sintesi della risposta che l'Aran ha fornito ad alcuni Comuni che chiedevano chiarimenti dopo che la questione era diventata incerta alla luce di pareri discordanti di alcune sezioni regionali della Corte dei conti.
Le conclusioni dell'Agenzia - attese per dare tranquillità all'operato delle amministrazioni - si discostano dal testo letterale dell'articolo 9, comma 2-bis, del Dl 78/2010, per dare un'interpretazione di sostanza. La norma prevede che l'ammontare complessivo del trattamento accessorio non possa essere superiore a quello del 2010, e che venga inoltre ridotto in misura proporzionale alla cessazione dei dipendenti non sostituiti. Nella nozione di trattamento accessorio c'è anche il compenso per il lavoro straordinario. Anche da questa lettura sono scaturite alcune interpretazioni che consideravano bloccato non solo il fondo del salario accessorio, ma, anche, l'intero fondo dello straordinario (ad esempio le deliberazioni nn. 423 e 529 del 2012 della sezione Lombardia della Corte dei conti).
L'Aran assume una posizione diametralmente opposta e specifica che solo le somme destinate alla contrattazione integrativa decentrata sono oggetto dell'applicazione dell'articolo 9, comma 2-bis. La motivazione risiede innanzitutto nel fatto che il fondo del lavoro straordinario è già stato ancorato all'ammontare storico previsto dall'articolo 31, comma 2, del contratto nazionale del 6 luglio 1995, ridotto del 3%. Le risorse sono già contingentate, quindi non esiste il rischio di una loro eventuale crescita.
Particolarmente interessante, e condivisa da tutti gli operatori degli enti locali, è anche un'altra considerazione dell'Agenzia. Le risorse del fondo per il lavoro straordinario non possono manifestare una correlazione diretta e automatica con il numero dei dipendenti in servizio. Anzi, esiste una specie di "correlazione inversa": una riduzione del personale potrebbe determinare presso un ente una maggior esigenza di ricorrere allo straordinario, per garantire la continuità dei servizi.
L'Aran precisa inoltre che su questa interpretazione non è stato formulato alcun rilievo dal ministero dell'Economia. D'altronde, a ben vedere, la conferma era giunta anche dalle istruzioni relative al conto annuale per l'anno 2012 e dal relativo calcolo automatico. Il sistema Sico, infatti, ai fini della verifica del rispetto dell'articolo 9, comma 2-bis, prendeva a esclusivo riferimento le somme del fondo del salario accessorio (ex articolo 15 del contratto del 1° aprile 1999), depurato delle voci escluse quali: progettazioni interne, compensi per avvocatura, compensi Istat e somme provenienti dai fondi degli anni precedenti. Nessuna verifica era imposta sul fondo per la remunerazione del lavoro straordinario (ex articolo 14 dello stesso contratto).
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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