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NOVITÀ NORMATIVE

COSTI DI PERSONALE NELLE SOCIETA' IN-HOUSE

Il costo del personale di una società in house deve essere coperto dai proventi tariffari e soltanto dopo una verifica sulla possibilità di coprire con le tariffe nuove assunzioni sarà possibile stipulare nuovi contratti di lavoro.
È quanto afferma la Commissione nazionale per la vigilanza sulle risorse idriche nel parere del 14 marzo 2010 (relatore Massimiliano Atelli) alla quale era stato posto da una Autorità d'ambito un quesito in ordine all'assunzione di diverse unità di personale da parte di una società (a totale prevalenza di capitale pubblico) incaricata della gestione del servizio idrico integrato in Abruzzo.
In particolare si sosteneva che le assunzioni effettuate sarebbero state poste in essere violando sia la normativa regionale (legge Abruzzo n. 23 del 2004), sia l'articolo 18 del decreto legge 112/2008. Nel parere si richiama in primo luogo la disciplina regionale, che obbliga le società in house al rispetto delle procedure di evidenza pubblica imposte agli enti locali per l'assunzione di personale dipendente, normativa che ha anche superato il vaglio di costituzionalità dal momento che non è stata ravvisata dai giudici della suprema corte alcuna limitazione alla capacità di agire di persone giuridiche private.
Il parere aggiunge anche un richiamo alla disciplina del decreto 112/2008, ricordando che la norma statale aveva previsto che le società non quotate in borsa che gestiscono servizi pubblici avrebbero dovuto adottare criteri e modalità per il reclutamento del personale in linea con il rispetto di procedure ad evidenza pubblica.
La Commissione, infine, chiude la ricognizione della disciplina sull'assunzione del personale citando un parere della Corte conti Lombardia (n. 193/2009) che considera come spese sostenute direttamente dall'ente locale quelle relative al personale iscritte nel bilancio della società pubblica in house, sia essa partecipata al 100% o a quote inferiori.
Il ragionamento dei giudici contabili, così come chiaramente riportato nel parere della Conviri, è che il "passaggio" di servizi e attività dall'ente locale a enti partecipati non può mai essere utilizzato per «eludere le normative pubblicistiche in tema di finanza pubblica o attività contrattuale che disciplinano l'attività della pubblica amministrazione e, in particolare, la disciplina vincolistica in materia di personale». Da questi richiami appare quindi evidente come la risposta al parere possa ritenersi implicitamente negativa. Invece la Commissione pone in evidenza che il cosiddetto «metodo normalizzato» prevede che la voce costo del personale debba essere espressamente prevista in sede di redazione del piano d'ambito e specificata nel modello organizzativo.
FONTE: ITALIA OGGI

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