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NOVITÀ NORMATIVE

LE NOVITA' CON L'AUMENTO IVA AL 22%.

L'aumento dell'aliquota Iva al 22% introdotto da oggi pone problemi ai contribuenti per verificare il corretto trattamento delle operazioni che si realizzano a cavallo tra settembre e ottobre e di tutte quelle soggette a regole Iva particolari. La chiave di lettura da utilizzare per non correre rischi è di seguire per le singole operazioni il momento di effettuazione fissato dalla legge Iva. In particolare, per individuare tale momento, si deve avere riguardo, secondo i casi, all'articolo 6 del Dpr 633/72, che detta i princìpi generali cui attenersi per individuare il fatto generatore dell'imposta (e quindi della data da attribuire a una certa operazione), all'articolo 39 del Dl 331/93 sugli scambi intracomunitari, e all'articolo 201 del Codice doganale comunitario che dispone per le importazioni.
Utili linee guida per il transitorio, per larga parte attuali, sono nella circolare 45/E/2011, emanata a seguito dell'aumento Iva del 2011. Ma, rispetto ad allora, oggi va posta particolare attenzione alle più recenti modifiche delle regole sull'effettuazione dei servizi generici (articolo 7-ter del Dpr 633/72) e sulle operazioni intracomunitarie, introdotte, rispettivamente, dalle leggi 217/2011 e 228/2012.
Cessioni di beni
Per i beni immobili l'effettuazione va ricondotta alla data della stipula dell'atto notarile: gli atti stipulati da oggi soggiacciono all'aliquota 22 per cento. Non assume rilievo, invece, la stipula di un preliminare di vendita: non producendo effetti traslativi o costitutivi, non determina neppure l'imponibilità dell'operazione, ferma restando la necessità di assoggettare a Iva gli eventuali acconti pagati o fatturati in relazione ad esso. In particolare, se l'acconto o la fattura è anteriore al 1° ottobre, l'aliquota è al 21%; diversamente, è al 22 per cento.
Per i beni mobili l'effettuazione è determinata dalla consegna o spedizione delle merci. Anche in questo caso, gli acconti e la fatturazione anticipata, fino a concorrenza del relativo importo, rilevano quali autonomi fatti generatori dell'imposta e quindi se anteriori al 1° ottobre sono tassati al 21%; laddove il saldo o la restante fatturazione successivi a tale data, sebbene riferiti alla medesima operazione, sconteranno l'Iva al 22 per cento.
La fatturazione differita connessa all'emissione del Ddt non incide sull'effettuazione dell'operazione, siccome in tal caso si ha una procrastinazione del solo termine di fatturazione, mentre il momento di effettuazione è comunque determinato secondo i canoni ordinari della consegna o spedizione. Quindi, merci spedite fino al 30 settembre con Ddt sono legittimante fatturabili, entro il 15 ottobre, con aliquota 21 per cento.
Prestazioni di servizi
La regola generale, in questo caso, collega l'effettuazione con il pagamento o la fatturazione dell'operazione: un servizio "ordinario" si considera effettuato a seguito del pagamento o della emissione della fattura, senza che su tale momento abbia alcuna influenza la ultimazione della prestazione. Questo aspetto rileva solo in relazione ai servizi "generici" previsti all'articolo 7-ter del Dpr 633/72. Quindi, fuori da questa ipotesi, una prestazione di servizi che è stata pagata o fatturata entro il 30 settembre ha titolo per l'applicazione dell'aliquota 21 per cento. Tutto ciò che è successivo a tale data sconta il 22% di tassazione. In merito, va posta attenzione ai proforma di fattura: essendo documenti "atipici" e in quanto tali non avendo alcuna influenza sul momento di effettuazione, laddove già calcolati con Iva 21% ma non ancora riscossi, andranno adeguati al 22 per cento. E la relativa fattura andrà emessa con questa aliquota.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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