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NOVITÀ NORMATIVE

IRAP SULLA BUONUSCITA DEL SINDACO

L'indennità di fine mandato corrisposta da un comune al sindaco uscente concorre alla formazione della base imponibile Irap dell'ente locale. E non rileva, a tal proposito, che ai fini delle imposte dirette tale importo sia assoggettato alla tassazione separata, in analogia a quanto avviene con il Tfr (che, invece, non contribuisce a formare il valore imponibile ai fini Irap).
È quanto ha chiarito l'Agenzia delle entrate con la risoluzione n. 29/E di ieri.
Il comune istante chiedeva di conoscere se la buonuscita erogata al primo cittadino al termine del suo mandato elettorale concorresse o meno alla determinazione della base imponibile Irap. E, in caso affermativo, se dovesse essere preso in considerazione l'importo lordo spettante oppure l'ammontare imponibile ai fini Irpef (determinato deducendo dall'indennità netta una somma pari a circa 310 euro per ogni anno di mandato).
L'amministrazione finanziaria ricorda in primis che le p.a., tra cui i comuni, determinano l'imponibile Irap a norma dell'articolo 10-bis del dlgs n. 446/1997. Pertanto, assumono rilevanza le retribuzioni corrisposte ai dipendenti, i redditi assimilati ex articolo 50 del Tuir, nonché i compensi per co.co.co. e per attività di lavoro autonomo non esercitate abitualmente. In particolare, l'Agenzia evidenzia che l'articolo 50, comma 1, lettera g) del Tuir include espressamente tra i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente le indennità percepite per le cariche elettive nonché per le funzioni di amministratore locale (sindaci, assessori, etc.).
Fattispecie nella quale rientra l'indennità di fine mandato corrisposta al sindaco in questione, che quindi il comune dovrà tenere in considerazione nella determinazione della propria base imponibile Irap. In tal senso, sottolineano le Entrate, non rileva che tale ammontare presenti analogie con il Tfr corrisposto ai lavoratori dipendenti (il quale, per legge, è escluso dal computo della base imponibile previdenziale e quindi anche ai fini Irap).
Riguardo al quantum da considerare, l'Agenzia richiama la precisazione già offerta dalla risoluzione n. 24/E del 2001, che aveva chiarito come «i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, di cui all'articolo 47 (ora 50) del Tuir concorrono a formare la base imponibile Irap nell'importo determinato ai sensi del successivo articolo 48-bis (ora 52), prescindendo, quindi, dalla rilevanza o meno che assumono ai fini dell'imposizione previdenziale». Nel caso di specie, dunque, si applica la disposizione di cui all'articolo 19, comma 2-bis del Tuir, secondo cui l'importo da tassare si determina sottraendo dall'indennità netta «una somma pari a lire 600.000 (pari ad euro 309,87, n.d.r.) per ciascun anno preso a base di commisurazione, con esclusione dei periodi di anzianità convenzionale».
FONTE: ITALIA OGGI

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