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NOVITÀ NORMATIVE

L'AUMENTO DELL'IVA PESA SUI COMUNI.

L'aumento dell'Iva dal 21 al 22% dal 1° ottobre scorso ha pesanti conseguenze sull'operatività degli enti locali, sia dal punto di vista finanziario sia dal punto di vista operativo.
Dal punto di vista del fabbisogno finanziario l'aggravio di costo colpisce gli acquisti posti in essere nella sfera istituzionale dell'ente, in quanto nell'esercizio di attività commerciale l'Iva pagata sugli acquisti può essere recuperata. L'aumento riguarda in ogni caso voci di spesa che hanno un peso percentuale rilevante sul totale delle spese degli enti.
Per quanto riguarda le prestazioni di servizio, gli enti subiranno l'aumento di aliquota anche se la prestazione è già avvenuta ma non è stata ancora fatturata, in quanto l'articolo 6 del Dpr 633/1972 dispone che le prestazioni di servizio si considerano effettuate all'atto del pagamento del corrispettivo o all'emissione della corrispondente fattura, se questo avviene prima. Nel caso ad esempio delle prestazioni legali, l'ente si potrebbe trovare ad avere una fattura pro-forma con Iva 21% emessa prima del 1° ottobre e una fattura definitiva con Iva 22% emessa dopo tale data.
Dal punto di vista operativo, risulterà che gli impegni contabili già assunti dagli uffici non saranno capienti, e dovranno essere adeguati con provvedimenti dirigenziali di integrazione che satureranno gli uffici finanziari. Dal lato dell'entrata le tariffe dei servizi a domanda individuale, approvate con delibera di Giunta, sono normalmente valorizzate Iva compresa. Per le tariffe soggette a Iva ordinaria l'ente dovrà, con una nuova delibera di Giunta, scegliere se aumentarle, scaricando l'onere sul cittadino, oppure mantenerle inalterate, riducendo conseguentemente l'imponibile e quindi le entrate dell'ente.
Inoltre, nel caso in cui il Comune si fosse rivolto alla Cassa depositi e prestiti per finanziare un'opera soggetta a Iva 21%, l'ente dovrà produrre una nuova richiesta di finanziamento, per il maggior costo rappresentato dall'incremento Iva, con conseguenti nuovi adempimenti.
La variazione dell'aliquota Iva rischia insomma di causare, a livello di singole amministrazioni, un incremento del fabbisogno finanziario che dovrà essere finanziato con trasferimenti o nuove imposte.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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