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NOVITÀ NORMATIVE

IL CONGEDO A ORE RIMANE INATTUATO NELLA PP.AA. .

Nel settore del lavoro pubblico, fino a quando i contratti collettivi di comparto o la contrattazione quadro non recepiranno la possibilità di fruire del congedo parentale in modalità oraria anziché esclusivamente giornaliera, questa particolare modalità di fruizione resterà solo un miraggio. È quanto ha dovuto riconoscere il dipartimento della funzione pubblica, nella nota n. 45298 del 7 ottobre, in risposta a un quesito dell'università dell'Insubria in merito alla possibilità, prevista dalla legge di stabilità 2013, di usufruire del congedo parentale ex articolo 32 del Testo unico sulla maternità e paternità (il dlgs n. 151/2001) in forma oraria anziché esclusivamente giornaliera.
La norma sopra evidenziata prevede che per ogni bambino nei primi suoi otto anni di vita, i genitori hanno diritto di astenersi dal lavoro per un periodo che non ecceda, complessivamente, il limite di dieci mesi. In dettaglio, alla madre lavoratrice, trascorso il periodo di congedo di maternità, la norma concede che possa assentarsi facoltativamente per un ulteriore periodo continuativo o frazionato non superiore a sei mesi.
Stessa previsione per il padre lavoratore, che può assentarsi per il predetto periodo, decorrente dalla nascita del figlio. Il legislatore, con l'articolo 1, comma 339, della legge di stabilità 2013, ha operato un'aggiunta (inserendo il comma 1-bis del citato articolo 32 del dlgs n. 151 del 2001), stabilendo che la contrattazione collettiva di settore dovrà mettere nero su bianco le modalità di fruizione del congedo su base oraria, nonché i criteri di calcolo della base oraria e l'equiparazione di un determinato monte ore alla singola giornata lavorativa.
Tuttavia, rileva la funzione pubblica, per quanto riguarda il settore del lavoro pubblico, i contratti ad oggi non hanno ancora provveduto al recepimento di quanto previsto dal legislatore. Pertanto, secondo Palazzo Vidoni, il decollo della particolare fruizione del congedo parentale dovrà attendere il via libera ufficiale attraverso la contrattazione collettiva di comparto o quella «quadro».
FONTE: ITALIA OGGI

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