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NOVITÀ NORMATIVE

PATTO 2013: I CONTI SONO DA RIFARE.

La quantificazione dell'obiettivo programmatico del Patto di stabilità per l'anno 2013 non ha pace e vede susseguirsi nel giro di poche settimana continue modifiche.
La legge di stabilità 2013 aveva confermato la distribuzione della manovra basata sulla virtuosità, per cui agli enti locali virtuosi era riservato un trattamento di favore consistente in un azzeramento del saldo di competenza mista, mentre i restanti enti non virtuosi avrebbero dovuto farsi carico anche del sacrificio dei virtuosi. Sulla base della legge e delle indicazioni del ministero dell'Economia, tutti gli enti locali hanno impostato i documenti programmatici considerandosi come non virtuosi e quindi hanno calcolato il proprio obiettivo per l'anno 2013 applicando, alla spesa corrente media sostenuta nel periodo 2007-2009, le percentuali massime del 13% per i Comuni sotto i 5 mila abitanti, del 15,8% per i restanti Comuni e del 19,8% per le Province. Ciò in attesa del decreto sulla virtuosità, dopo il quale i soli enti "scelti" avrebbero registrato nei loro conti l'azzeramento del saldo.
Dopo quasi nove mesi di vana attesa dell'elenco dei virtuosi, si è prospettata la cancellazione della premialità per l'anno 2013, con l'immediata conseguenza di un abbassamento generalizzato dell'asticella da raggiungere, per il venir meno della necessità di "finanziare" i premi della virtuosità.
I responsabili finanziari non hanno fatto in tempo a rimettere mano ai conteggi e prendere fiato per il prospettato alleggerimento, che è arrivata l'ennesima manovrina, il decreto legge 120 del 15 ottobre ad annullare i benefici conseguenti alla cancellazione della virtuosità.
Con l'articolo 2, comma 4 del Dl 120/2013 sono ridefinite per tutti gli enti le misure per il calcolo dell'obiettivo, che sono: 12,81% (rispetto al 13% impostato inizialmente e al 12% prospettato poi) per i Comuni sotto i 5 mila abitanti, 15,61% (rispetto al 15,8% impostato inizialmente e al 14,8% prospettato) per gli altri Comuni e 19,61% (rispetto al 19,8% impostato inizialmente e al 18,8% prospettato) per le Province.
Sembra chiusa quindi la parentesi dei premi sul Patto, che dal prossimo anno saranno riservati agli enti che sperimenteranno il nuovo sistema contabile secondo il Dlgs 118/2011.
Il prossimo tassello per il Patto 2013 è in mano alle Regioni che potranno ripartire, entro il 31 ottobre, eventuali ulteriori spazi finanziari, sia a compensazione verticale fra enti locali e regione, sia a compensazione orizzontale fra gli stessi enti locali.
Per il 2014 il disegno di legge di stabilità presenta un allentamento del Patto di un miliardo per spese in conto capitale, tutto da distribuire entro il 28 febbraio 2014. Arrivano anche una nuova base di calcolo della manovra, la spesa corrente media 2009/2011 (al posto di quella 2007/2009) e a nuove misure più alte, pari al 15,07% per i comuni e 20,15% per le province. Ma sul Patto per il prossimo anno dobbiamo ancora attendere la fine del percorso parlamentare.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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