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NOVITÀ NORMATIVE

IL 31/12/2010 SCADE IL PERIODO TRANSITORIO DELLE GESTIONI

Una volta chiusa la partita dei preventivi, nelle prossime settimane i comuni dovranno concentrarsi sulle scelte da compiere per la gestione delle proprie entrate. A fine anno scade infatti il regime transitorio per la riscossione volontaria e coattiva delle stesse. Dal 1° gennaio 2011, tutti i comuni dovranno gestire le attività di riscossione direttamente o tramite un soggetto terzo selezionato secondo le modalità previste dall'articolo 52, comma 5, del Dlgs 446/97.
L'impatto liberalizzatore della nuova normativa, che ha consentito agli enti di gestire direttamente o tramite terzi (scelti con procedure prefissate) attività che prima erano obbligatoriamente affidate ai concessionari della riscossione, ha generato esperienze positive di gestione e ha creato fenomeni di fidelizzazione da parte dei soggetti già presenti sul mercato, favoriti da continue norme che consentivano il rinnovo, la proroga e addirittura l'estensione dei contratti, mantenendo anche i privilegi dei concessionari della riscossione.
La riforma della riscossione introdotta dall'articolo 3 del Dl 203/2005, oltre a prevedere un ritorno in mano pubblica della riscossione coattiva mediante ruolo ha fissato per il 31 dicembre 2010 il termine entro cui devono cessare tutti gli affidamenti soggetti a rinnovo o proroga e quelli previsti per legge agli agenti della riscossione.
I comuni devono quindi scegliere le modalità con cui saranno gestite le loro entrate a partire dal 1° gennaio 2011 tra quella diretta e quelle previste dall'articolo 52, comma 5, del Dlgs 446/97. In base a questa norma i comuni possono decidere di gestire direttamente o di affidare, anche disgiuntamente e in modo differenziato per ogni entrata, le attività di accertamento e riscossione a:
- i soggetti iscritti nell'albo (previsto dall'articolo 53, comma 1);
- gli operatori degli stati membri stabiliti in un paese Ue che esercitano queste attività, i quali devono presentare una certificazione rilasciata dall'autorità del loro stato di stabilimento da cui deve risultare la sussistenza di requisiti equivalenti a quelli previsti dalla normativa italiana di settore;
- la società a capitale interamente pubblico (articolo 113, comma 5, lettera c), Dlgs 267/2000) mediante convenzione, a condizione che l'ente titolare del capitale sociale eserciti sulla società un controllo analogo a quello esercitato sui propri servizi, che la società realizzi la parte più importante della propria attività con l'ente che la controlla e svolga la propria attività solo nell'ambito territoriale di pertinenza dell'ente che la controlla;
- le società miste i cui soci privati siano scelti nel rispetto della disciplina e dei principi comunitari purché l'affidamento dei servizi di accertamento e riscossione avvenga tramite gara.
La norma prevede inoltre che l'affidamento a terzi non deve comportare oneri aggiuntivi per il contribuente e che il visto di esecutività sui ruoli per la riscossione dei tributi e delle altre entrate sia apposto, in ogni caso, dal funzionario designato quale responsabile della gestione.
Tutti i comuni, quindi, devono verificare se sono già in linea con le previsioni dell'articolo 52, comma 5, e nei molti casi in cui ciò non accade devono prepararsi a una effettuare una scelta organizzativa fondamentale sulla modalità di gestione delle proprie entrate.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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