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NOVITÀ NORMATIVE

CORTE DEI CONTI: EQUILIBRI CONTABILI IN OGNI ENTE LOCALE.

La salvaguardia degli equilibri di bilancio deve essere effettuata in tutti gli enti locali, nonostante le proroghe e le deroghe che hanno seguito i rinvii dei termini per la chiusura del preventivo 2013, e i revisori dei conti devono effettuare una serie di verifiche ad hoc sulla gestione della spesa e la situazione del fondo cassa, con un occhio particolare all'utilizzo dei fondi vincolati.
La sezione Autonomie della Corte dei conti, con la delibera 23/2013 diffusa venerdì, prova a rifare ordine in un quadro di finanza locale travolto dal diluvio di regole che ne hanno minato ogni certezza. I magistrati contabili entrano in campo con una delibera inusuale, che sospende l'approvazione dei questionari sui preventivi 2013 (verranno diffusi insieme a quelli sui consuntivi, perché di fatto oggi la verifica è impossibile e l'accoppiamento dei due controlli può consentire una visione più organica delle dinamiche contabili) e non risparmia considerazioni dure nei confronti di Governo e Parlamento.
«La situazione dell'esercizio 2013», taglia corto la delibera riferendosi ai termini per il preventivo spostati a fine novembre, alle deroghe sugli obblighi di verifica degli equilibri e alle incertezze che ancora circondano Imu e Tares, si presenta «al limite dell'irragionevolezza». La possibilità di decidere a fine anno le aliquote 2013 «confligge con lo Statuto del contribuente», e i troppi punti interrogativi che circondano i bilanci locali «finiscono per collidere con il principio di coordinamento della finanza pubblica» fissato dalla Costituzione.
A sostegno di questa posizione la Corte ricorda gli inciampi della gestione provvisoria in dodicesimi, che misura le spese sugli stanziamenti dell'anno scorso mentre la spending review ha ridotto i fondi locali, con il risultato di aprire pericolosi disavanzi della gestione: ne sanno qualcosa al Comune di Roma, dove il rosso da recuperare in extremis sfiora i 900 milioni di euro, ma problemi analoghi in proporzione tornano in moltissimi bilanci locali.
Per evitare il peggio, la Corte chiede ad amministratori e revisori di rifarsi al principio contabile della «prevalenza della sostanza sulla forma», prima di tutto con la verifica della permanenza degli equilibri in corso d'esercizio. Un controllo particolare dovrà poi concentrarsi sulle spese ordinarie che nell'ultimo bilancio erano state coperte con entrate eccezionali, perché se riproposte quest'anno devono trovare una nuova fonte di finanziamento. Sul fondo cassa, invece, occorre distinguere la quota alimentata da fondi vincolati, perché il loro utilizzo per finanziare spese correnti finisce per minare gli equilibri fondamentali dei conti.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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