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NOVITÀ NORMATIVE

CONCORSI PUBBLICI: ATTENZIONE ALL'ETA' ANAGRAFICA

I bandi possono, sulla scorta delle previsioni regolamentari, fissare un limite massimo di età per la partecipazione a concorsi pubblici per specifici profili professionali, ma per evitare ogni dubbio essi devono chiarire se il tetto massimo si riferisce ad anni «compiuti». Se non contengono questa formula, il candidato può partecipare al concorso fino al compimento dell'anno di età successivo. Lo ha stabilito la sentenza 1284/2010 del Consiglio di Stato.
La sentenza ha un carattere innovativo; l'ente ha escluso il candidato dopo le prove, quindi dopo che si era ingenerata una legittima aspettativa mentre, nel dubbio, occorre privilegiare la lettura che favorisce la più ampia partecipazione di candidati ai concorsi pubblici. La legge n. 127/1997, mentre ha abrogato il tetto massima di età previsto per la partecipazione ai concorsi pubblici, ha dato la possibilità alle singole amministrazioni, motivatamente e a condizione che la prescrizione sia contenuta sia nel regolamento sia nel bando, di fissarne autonomamente una per specifici profili professionali. Possibilità che i comuni stanno largamente utilizzando in particolare per i vigili urbani e per il personale educativo e docente di asili e scuole.
Nella sentenza è stato bocciata l'esclusione di un candidato che aveva superato, al momento dell'adozione del bando, l'età massima prescritta dal regolamento e dallo stesso bando per l'assunzione quale vigile urbano, senza che il bando prevedesse che l'età doveva essere «compiuta».
È esatto, come afferma il comune, che gli effetti connessi «al compimento di una data età decorrono dal giorno successivo a quello del compleanno, sicché il limite d'età fissato dalla norma deve intendersi superato quando ha inizio, dal giorno successivo al compimento, il relativo anno». Ma questo elemento deve risultare da un'espressa volontà dell'ente.
La mancanza di questa indicazione determina la conseguenza che la disposizione del bando può essere letta in modo diversificato. Se il bando prevede, come nel caso specifico, solo che i candidati non debbano avere superato i 36 anni di età, «dopo il trentaseiesimo compleanno, l'interessato ha ancora un'età di 36 anni e la conserva fino al momento in cui compie 37 anni». La stessa normativa ritiene necessario chiarire come si debba intendere il compimento del limite di età: ad esempio, ricordano i giudici di Palazzo Spada, si deve ricordare «l'articolo 2 del Codice civile, secondo cui la maggiore età (e la conseguente capacità di agire) è fissata al compimento del diciottesimo anno».
La sentenza ha chiarito, in termini generali, che l'obbligo di impugnazione immediata delle «clausole escludenti dei bandi di gara o di concorso non sussiste qualora si tratti di contestare prescrizioni formulate in modo equivoco».
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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