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NOVITÀ NORMATIVE

DECRETO OMNIBUS APPROVATO DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI.

Ancora un salasso per i contribuenti romani. Dal 2014 il Campidoglio, alle prese con un buco di bilancio di 800 milioni di euro, potrà portare l'addizionale Irpef, attualmente fissata allo 0,9% (e quindi già oltre l'aliquota massima dello 0,8% prevista dalla legge) fino alla percentuale monstre dell'1,2%. Lo ha deciso il consiglio dei ministri di ieri che ha approvato un decreto legge con svariate misure in materia di enti locali e finanza pubblica il cui clou è rappresentato dal «regalo» verso la Capitale a cui la deroga disposta da Giulio Tremonti nel 2010 non è bastata per risanare i propri disastrati conti.
L'addizionale allo 0,9%, spiega la relazione di accompagnamento al decreto legge, «è destinata esclusivamente alla copertura dell'indebitamento pregresso». Ma ora c'è bisogno di reperire le risorse per garantire i servizi ai cittadini, e allora via con un nuovo aumento. Del resto, prosegue sempre la relazione, l'addizionale comunale all'Irpef a questo serve.
Il neosindaco Ignazio Marino non vuole però sentir parlare di regali. «Dal governo non vogliamo soldi ma nuove norme per riportare Roma su un bilancio severo e rigoroso», ha dichiarato il sindaco a Sky Tg24. Marino ha ricordato di aver «trovato un debito di quasi un miliardo di euro» che però con una attenta razionalizzazione dei costi e 5 miliardi e mezzo di entrate all'anno si può fronteggiare.
Buone notizie anche per il comune di Milano che riceve un contributo di 25 milioni di euro per la realizzazione dell'Expo 2015. Il bonus verrà finanziato attingendo alle risorse assegnate ma non erogate dalla Cassa depositi e prestiti per il pagamento dei debiti della p.a.. E non verrà conteggiato tra le entrate rilevanti ai fini del patto di stabilità.
Riorganizzazione partecipate. Nel decreto «salva-Roma» spicca anche una norma che consente una tabella di marcia verso il riequilibrio di bilancio, più «rilassata» per gli enti che abbiano messo a dieta le proprie società partecipate. La deroga è prevista solo per gli enti con più di 60.000 abitanti che abbiano posto in essere «misure di riduzione dei costi dei servizi e di razionalizzazione delle società e degli organismi partecipati» tali da incidere sugli equilibri di bilancio degli enti stessi.
Queste amministrazioni potranno raggiungere, in deroga alle norme vigenti, l'equilibrio di bilancio entro l'esercizio in cui si completa il restyling delle partecipate e in ogni caso entro tre anni. E le sanzioni per il mancato rispetto del patto di stabilità scatteranno dal terzo esercizio finanziario successivo a quello in cui si raggiunge l'equilibrio di bilancio.
Incentivi alla sperimentazione della nuova contabilità armonizzata. Il decreto omnibus approvato ieri dal cdm consente agli enti che stanno sperimentando la nuova contabilità armonizzata (prevista dal dlgs 118/2011 attuativo del federalismo fiscale) di dribblare le disposizioni del Tuel sugli enti strutturalmente deficitari.
Tra gli aspetti più critici della sperimentazione (recentemente prorogata per tutto il 2014 dal dl 102 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 254 di ieri) si segnala l'adozione del bilancio di previsione finanziario annuale di competenza e di cassa e la classificazione delle spese per missioni e programmi. Ma soprattutto l'istituzione del fondo crediti di dubbia esigibilità. Il decreto prevede che l'eventuale disavanzo di amministrazione, originato dal riaccertamento straordinario dei residui, oltre che dal primo accantonamento al fondo crediti di dubbia esigibilità, debba essere ripianato per almeno il 10% all'anno.
FONTE:ITALIA OGGI

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