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NOVITÀ NORMATIVE

LE NOVITA' PER GLI ENTI ... SOPRATTUTTO PER QUELLI CHE ENTRANO IN SPERIMENTAZIONE.

Stop ai «deficit strutturali», con i controlli aggiuntivi che ne conseguono, per i 376 Comuni, le 5 Unioni e le 13 Province che l'anno prossimo sperimenteranno la riforma della contabilità pubblica, e che otterranno anche 10 anni di tempo per sanare gli squilibri che dovessero emergere dalla pulitura dei bilanci. Le città con più di 60mila abitanti che vanno in dissesto, e che devono riordinare i conti tagliando servizi e società partecipate, ottengono tre anni di tempo, invece di due, per scrivere un bilancio riequilibrato. Milano, impegnata nella preparazione di Expo 2015, riceve una dote aggiuntiva da 25 milioni di euro. Da aprile 2014, poi, tutte le Pa dovranno avviare un nuovo monitoraggio telematico sui debiti nei confronti dei professionisti.
Non c'è solo la Capitale nelle regole per i Comuni scritte nelle bozze del decreto «Salva-Roma» circolate ieri. Le novità di respiro più ampio per gli amministratori locali riguardano gli enti che hanno deciso di sperimentare dal prossimo anno la riforma della contabilità (destinata secondo il calendario attuale a debuttare nel 2015), e che dal decreto «Imu 2» (Dl 102/2013, articolo 9) hanno appena ottenuto 670 milioni di euro in sconti sul Patto di stabilità. Nelle bozze del nuovo provvedimento, questi enti (tra le 13 Province spicca quella di Napoli, tra i Comuni si contano anche una decina di capoluoghi) si vedono congelare le norme che individuano gli enti «strutturalmente deficitari», condizione che spesso rappresenta l'anticamera del dissesto e fa scattare una serie di controlli centrali aggiuntivi. Il problema nasce dal fatto che la nuova contabilità impone una drastica pulizia dei bilanci dalle entrate non riscosse («residui attivi»), che nella contabilità tradizionale spesso garantiscono equilibri fittizi. La pulitura dei bilanci può far emergere disavanzi importanti (a Napoli una prima operazione di questo tipo ha scritto un rosso da 850 milioni di euro nel rendiconto 2011) che, se la bozza sarà confermata, potrà essere recuperato in dieci anni.
La regola per le città già "fallite" nasce invece per Alessandria, ma a regime riguarderà tutte le città sopra i 60mila abitanti che sprofondano nel default: quando (quasi sempre) i piani di risanamento dovranno passare dalla razionalizzazione di servizi e società partecipate, i Comuni avranno tre anni per scrivere un bilancio in equilibrio: ad Alessandria, che non ha rispettato il Patto nel 2012, si sposta anche di tre anni l'applicazione della sanzione che taglia i fondi di riequilibrio per una somma pari allo sforamento.
A Milano arriva invece un assegno aggiuntivo da 25 milioni, una tantum per il 2013, collegato al finanziamento degli investimenti di Expo. In realtà, la dote serve ad attenuare gli effetti della spending review, che anche dopo il cambio di parametri di riferimento (spesa media per consumi intermedi 2010-2012) penalizza il capoluogo lombardo per i costi dei contratti di servizio di trasporto e rifiuti. Altre novità riguardano poi la Regione Campania. Il commissario straordinario per il trasporto pubblico ottiene poteri aggiuntivi, e una «struttura di supporto» che potrà essere finanziata anche con le maggiorazioni a Irap e addizionale Irpef.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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