PROFILO AZIENDALEOPPORTUNITÀ DI LAVOROCONTATTIHOME PAGE
civica

NOVITÀ NORMATIVE

MAIL CERTIFICATA PER TUTTI I CITTADINI

Dal prossimo 26 aprile i cittadini, terminata la fase sperimentale, potranno chiedere l'attivazione di una casella di posta elettronica certificata (Pec). E le pubbliche amministrazioni dovranno attivarsi per fare in modo che ciò sia possibile. Nella home page del proprio sito istituzionale dovranno pubblicare un indirizzo di posta elettronica certificata al quale il cittadino possa rivolgersi, oltre all'elenco completo di tutte le caselle Pec attivate. Le p.a. inoltre dovranno far sapere dell'esistenza delle caselle Pec in tutti i modi, quindi, per esempio, attraverso gli uffici relazioni con il pubblico (Urp), i call-center e i normali sportelli per i cittadini. E chi non si attiverà in tal senso, dovrà tenere conto del fatto che si tratta di un fattore rilevante ai fini della misurazione e valutazione della performance, anche individuale, varata dalla recente riforma del pubblico impiego (dlgs n. 150/2009).
Il mancato assolvimento degli adempimenti relativi alla Pec influisce infatti ai fini della misurazione della performance individuale e organizzativa strumentale al calcolo della retribuzione di risultato dei dirigenti degli uffici preposti.
È quanto messo nero su bianco dal ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione Renato Brunetta nella circolare n. 2/2010/DDI diffusa ieri e avente a oggetto «Ulteriori informazioni per la gestione delle caselle di posta elettronica certificata», in cui si sollecitano le amministrazioni ancora inadempienti ad attivarsi.
Nella circolare si spiega che le informazioni scambiate tra p.a. e cittadino «devono essere trattate come quelle che pervengono attraverso i normali canali di comunicazione». Ciò comporta che i documenti tradizionali e le richieste tramite Pec dovranno viaggiare «sullo stesso sistema di protocollazione». Le caselle Pec potranno anche essere richieste dalle p.a. per poterle rilasciare ai propri dipendenti. In tal caso, premesso che il rilascio avverrà a titolo gratuito, gli stessi dipendenti, a seguito di espressa opzione, potranno scegliere tale mezzo quale canale di comunicazione avente valore legale, con l'amministrazione di appartenenza.
La procedura. Il nuovo servizio di Pec attivo come detto dal 26 aprile era stato presentato in mattinata da Brunetta come il sistema per dialogare con tutti gli uffici della p.a. direttamente via e-mail senza dover più produrre copie di documentazione cartacea ma soprattutto senza doversi presentare personalmente agli sportelli.
Per richiederne l'attivazione sarà sufficiente collegarsi al portale www.postacertificata.gov.it e seguire la procedura guidata che consente di inserire la richiesta in maniera semplice e veloce. Trascorse 24 ore dalla registrazione on-line (ed entro 3 mesi) ci si potrà quindi recare presso uno degli uffici postali abilitati per l'identificazione e la conseguente firma sul modulo di adesione. Il richiedente dovrà portar con sé un documento di riconoscimento personale e uno comprovante il codice fiscale (codice fiscale in originale o tessera sanitaria). Bisogna inoltre portare anche una fotocopia di entrambi i documenti che dovranno essere consegnate all'ufficio postale. Ad oggi, spiega la Funzione pubblica in una nota, sono oltre 80 mila le Pec richieste dai cittadini, grazie alla sperimentazione avviata a fine settembre 2009 da Aci e Inps. Tra i doveri degli uffici pubblici, il dicastero specifica che ci sono i seguenti:
- dotarsi di una casella di posta elettronica certificata per qualsiasi scambio di informazioni e documenti (articolo 6 del Codice dell'amministrazione digitale);
- istituire una casella Pec per ciascun registro di protocollo (comma 3 dell'articolo 47 del Codice dell'amministrazione digitale);
- dare comunicazione al DigitPA degli indirizzi Pec istituiti per ciascun registro di protocollo (comma 8 dell'articolo 16 della legge 2/2009);
- pubblicare, come detto, nella pagina iniziale del sito web istituzionale l'indirizzo Pec a cui il cittadino può rivolgersi (comma 2-ter dell'articolo 54 del Codice dell'amministrazione digitale);
- comunicare con i propri dipendenti unicamente tramite Pec (comma 6 dell'articolo 16-bis della legge 2/2009).
I dati più recenti comunicati da DigitPA indicano che sono oltre 12.500 le Pec attivate dalle p.a. centrali e locali.
Non tutte, però, pur avendola attivato, lo hanno ancora comunicato. Per accelerarne la diffusione, Brunetta ha affidato al Formez la realizzazione di un'indagine diretta a quantificare la dotazione effettiva di Pec delle p.a. e all'Ispettorato della funzione pubblica un'attività di controllo volta a individuare eventuali inadempimenti normativi. Sempre in base alla legge n. 2/2209 anche i professionisti e le imprese hanno l'obbligo di dotarsi di Pec. In particolare per i professionisti questo decorre dal novembre 2009, mentre per le nuove aziende dal novembre del 2008. Le imprese già esistenti, invece, dovranno dotarsi di Pec entro il mese di novembre 2011. A seguito del recente incarico di controllo affidato da Brunetta all'Ispettorato per la funzione pubblica, è risultato che circa il 75% degli ordini e collegi professionali ha fatto registrare un significativo incremento percentuale di adempimento agli obblighi di legge.
La Pec in numeri
- Da lunedì 26 aprile la casella di posta elettronica che ha lo stesso valore di una raccomandata con avviso di ricevimento sarà attiva per 50 milioni di italiani, tutti i maggiorenni che possiedono il codice fiscale
- I comuni pronti, che hanno cioè pubblicato la Pec, sono finora 1.745 su 8 mila, circa il 22%, la maggior parte concentrata al Nord, ma l'obiettivo è quello di arrivare entro lunedì a coinvolgere circa l'80-90% delle amministrazioni.
- In tutto, a oggi, sono 12 mila le Pec attivate dalle pubbliche amministrazioni centrali (7.315) e locali (4.685), 80 mila le caselle richieste dai cittadini, oltre un milione i professionisti che hanno
adempiuto all'obbligo di dotarsene (scattato a novembre scorso) e oltre 110 mila le imprese che hanno già attivato un indirizzo Pec.
FONTE: ITALIA OGGI

SCADENZIARIO

<novembre 2019>
lunmarmergiovensabdom
28293031123
45678910
11121314151617
18192021222324
2526272829301
2345678
calendario formazionequaderni di approfondimentobanca dati quesitibanca dati abbonati
vai al dettaglio