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NOVITÀ NORMATIVE

UN BILANCIO RICCO DI DUBBI FRA IMU E TARES.

Gli appuntamenti fiscali piovono, ma le certezze latitano. Dicembre infatti è alle porte, per quasi tutti gli adempimenti è noto l'obbligo di pagamento, ma non la cifra. L'incertezza si concentra nelle amministrazioni locali, che aspettano il saldo Imu e quello Tares ma ancora non riescono a far luce sui propri bilanci reali: l'Imu sull'abitazione principale non si pagherà, come ha assicurato il premier Enrico Letta, ma il tira e molla sulle compensazioni ai Comuni rischia di aprire nuovi squarci nei conti. I sindaci hanno chiesto a gran voce rimborsi misurati sulle aliquote 2013, che in molte città sono aumentate per far quadrare i bilanci, ma il meccanismo caricherebbe di (almeno) 300 milioni aggiuntivi l'impresa di trovare le coperture, che già si mostra difficile, e il Governo si è ben guardato dal dare certezze.
Ovvio però che da qui discendono parecchie conseguenze: solo a Milano, per esempio, l'aumento di aliquota vale circa 120 milioni di euro, che andranno trovati in qualche modo se il Governo non ne terrà conto nei rimborsi. Il caso-Milano, però, si ripete in tanti altri Comuni. Al punto che ieri il sindaco di Bologna, Virginio Merola, ha detto che «se i rimborsi non saranno integrali, ci sarà la ribellione dei Comuni».
Se l'Imu piange, la Tares non ride. Dopo i continui ritocchi sui parametri di calcolo, nel tentativo di ammorbidire i colpi su famiglie e soprattutto imprese dettati dall'abbandono della Tarsu, la legge di conversione del decreto «Imu-2» (il Dl 102/2013) ha previsto la possibilità di riapplicare la vecchia tassa anche per quest'anno, rimandando il problema al 2014. Non è chiaro, però, se lo potranno fare tutti, oppure se la possibilità sarà riservata ai Comuni che ancora non hanno approvato il bilancio come prevede una bozza di risoluzione dell'Economia circolata nei giorni scorsi.
In breve, i punti interrogativi dominano, e si allargano anche agli acconti che possono ancora essere alzati per coprire un pezzo dell'acconto Imu cancellato in estate o del saldo ancora da abolire. Tra Irpef, addizionali, Ires, Irap, Imu, e Tares, insomma, sono sei le imposte che il mese prossimo vanno pagate in acconto o a saldo, ma che rimangono ignote nelle loro cifre definitive. Al conto si può poi aggiungere la maggiorazione Tares: in questo caso la cifra è conosciutissima (30 centesimi al metro quadrato di ogni immobile occupato), ma il dibattito fra sindaci e Stato è aperto su chi la riscuoterà.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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