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NOVITÀ NORMATIVE

SE L'IPOTECA E' ILLECITA VIENE RISARCITO IL CONTRIBUENTE

Va condannato al risarcimento del danno l'agente della riscossione che abbia temerariamente agito in giudizio per la conferma di un'iscrizione ipotecaria illegittimamente eseguita sull'immobile del contribuente.
E questa l'innovativa prèsa di posizione della Ctr di Bari (sentenza n. 36/08/10) che ha riconosciuto la responsabilità processuale aggravata di Equitalia-E.Tr. Spa(articolo 96 del Codice di procedure civile) per avere ignorato l'ordine dei primi giudici di cancellazione dell'impugnata iscrizione ipotecaria, per invalida notifica degli atti presupposti.
Il contribuente, infatti, aveva scoperto dell'esistenza di un'iscrizione ipotecaria sul proprio immobile in occasione della stipula di un mutuo e, adoperatosi per risalire ai titoli che l'avrebbero legittimata, aveva scoperto che si trattava di due cartelle di pagamento, una per 139.062,41 euro e l'altra per 27440,00 euro, non notificate presso il suo domicilio fiscale.
Proponeva perciò ricorso alla Ctp, avverso l'iscrizione di ipoteca e avverso gli atti presupposti, eccependone l'invalida notifica.
Il ricorrente, inoltre, opponeva di avere aderito al condono previsto dalla legge 289/2002 per gli anni d'imposta oggetto dell'avversa pretesa, motivo per il quale era illegittima anche l'iscrizione a ruolo eseguita dall'agenzia delle Entrate.
La Ctp accertava l'invalida notifica degli atti impugnati, annullava le cartelle di pagamento e ordinava la cancellazione dell'ipoteca, rigettando tuttavia la richiesta del contribuente di risarcimento del danno per difetto di prova.
Proponevano appello Equitalia e l'ufficio, quest'ultimo facendo rilevare di avere interamente "sgravato" la maggiore delle due iscrizioni a ruolo.
Anche il contribuente proponeva appello incidentale, dolendosi della mancata condanna dell'appellante al risarcimento del danno.
Con successiva memoria, l'appellato evidenziava che da nuova ispezione ipotecaria risultava essere stata ridotta l'iscrizione ipotecaria a 9.796,37 euro, essendosi ridotto il credito iscritto a molo a soli 4.898,38 euro per intervenuto sgravio dell'ente impositore.
La Ctr non solo ha confermato l'invalidità della notifica degli atti impugnati, ma ha riconosciuto il «comportamento inescusabilmente negligente degli enti impositori», ovvero la «colpevole responsabilità dell'ufficio» per l'iscrizione a ruolo eseguita nonostante l'adesione al condono del contribuente, e la «corresponsabilità aggravata» del Concessionario per avere iscritto ipoteca in base a due titoli non validamente notificati al debitore.
Interessante è la precisazione dei giudici pugliesi secondo cui, pur mancando la prova sul quantum del danno subito dal contribuente, va riconosciuto allo stesso il risarcimento del dannò morale, patito per via del «disagio psicologico» provocato dall'illegittima azione espropriativa.
Il Collegio, inoltre, ha condannato l'ufficio ed Equitalia al pagamento delle spese processuali dei due gradi di giudizio, disponendo altresì la trasmissione degli atti di causa alla procura regionale della Corte dei Conti per la Puglia.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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