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NOVITÀ NORMATIVE

CREDITO TRIBUTARIO ASSISTITO DA PRIVILEGIO

Nell'ambito della transazione fiscale, instaurata all'interno di un concordato preventivo, il credito tributario è assistito da privilegio, con la conseguenza che percentuale, tempi di pagamento e garanzie non possono essere inferiori a quelli offerti ai creditori che hanno privilegio inferiore o a quelli che hanno una posizione giuridica e interessi economici pari alle agenzie fiscali. A precisarlo è la Corte di Cassazione con la sentenza n. 6901, depositata il 22 marzo 2010, che rappresenta, verosimilmente, una delle prime pronunce sulla transazione fiscale.
Secondo la Suprema Corte la trattativa si può certamente concludere con il pagamento in percentuale dei crediti tributari (e contributivi) sebbene essi siano crediti privilegiati. L'articolo 182-ter della legge fallimentare -che disciplina lo speciale accordo transattivo con il fisco - è connesso infatti al concordato preventivo e agli accordi di ristrutturazione dei debiti e pertanto presuppone inevitabilmente la possibilità del pagamento ridotto dei crediti privilegiati.
In particolare, precisa la sentenza, se il credito tributario è assistito da privilegio, percentuale, tempi di pagamento ed eventuali garanzie non possono essere inferiori a quelli offerti ai creditori che hanno grado di privilegio inferiore a quelli che hanno una posizione giuridica e interessi economici omogenei alle agenzie fiscali L'indisponibilità del credito tributario; in questo modo, subisce una deroga sostanzialmente legittimata dai tempi in cui viviamo, nei quali anche il fisco è chiamato a contribuire al tentativo di salvataggio di imprese e quindi di posti di lavoro. Ciò perché questo tentativo esprime un interesse generale che merita di essere tutelato.
In tale contesto si segnala la recente posizione assunta dall'agenzia delle Entrate con la circolare 20/E del 16 aprile 2010.
Il documento di prassi, nell'impartire gli opportuni indirizzi operativi agli uffici sull'attività di controllo e riscossione, ha evidenziato alle unità operative l'esigenza di addivenire, in presenza dei previsti presupposti, alle transazioni fiscali.
In particolare la circolare ha segnalato che in presenza di situazioni di crisi aziendale, sia prodromiche alla dichiarazione di fallimento, sia evidenziate in una proposta di concordato preventivo, lo strumento transattivo può rilevarsi decisivo per garantire l'effettivo introito di somme dovute all'Erario in misura certamente superiore (e in tempi certamente più rapidi) rispetto a quanto potrebbe avvenire, con le ordinarie modalità di riscossione, in caso di fallimento del contribuente.
E stato peraltro auspicato che la trattazione delle istanze venga affidata a personale con competenze professionali idonee a garantire all'istituto concreta attuazione.
Dovranno essere, infatti, perseguite dagli uffici le finalità dell'istituto che sono quelle di contemperare l'interesse pubblico alla riscossione dei tributi, con l'interesse, egualmente rilevante, alla conservazione di imprese in grado di rappresentare realtà ancora produttive, salvaguardando nel contempo i livelli occupazionali.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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