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NOVITÀ NORMATIVE

IMU: GLI ACCONTI SI MOLTIPLICANO.

Operazione in due mosse per chiudere definitivamente i conti con l'Imu 2013. Al decreto legge messo a punto per cancellare la rata di metà dicembre e in arrivo domani a meno di ulteriori rinvii, il Governo avrebbe già affiancato un decreto ministeriale con cui far scattare la clausola di salvaguardia prevista dal decreto legge di fine agosto con cui è stata abrogata la prima rata Imu. Una clausola che potrebbe valere 620 milioni, cioè l'intero importo atteso dal Governo con la definizione agevolata delle liti contabili con la Corte dei conti, a partire dalla vicenda new slot. A pagare il conto della clausola saranno in prima battuta le imprese, che si vedranno aumentare di due o tre punti percentuali gli acconti Ires e Irap in scadenza il 2 dicembre. E in seconda battuta, da gennaio, alla cassa andranno gli automobilisti che dovranno scontare l'aumento delle accise sui carburanti.
Se far scattare e (quando) la clausola di salvaguardia e come chiudere sul saldo Imu, il confronto, all'interno dell'Esecutivo e non solo, è ancora aperto. Le variabili sarebbero più di una. Ad esempio sulla cancellazione della seconda rata si è riaperta, politicamente, la partita sui terreni e i beni strumentali agricoli, che per ora il Governo ha previsto di riportare alla cassa. Come più volte anticipato e mai ufficialmente smentito dall'Esecutivo, far pagare il saldo ai proprietari di terreni e fabbricati rurali consentirebbe al Governo di ridurre da 2,4 a poco più di 2 miliardi la dote da recuperare per cancellare l'Imu su abitazioni principali e alloggi popolari. Ma potrebbe provocare più di un imbarazzo politico al Nuovo centro destra, di cui fa parte proprio il ministro dell'Agricoltura Nunzia De Girolamo. In questo senso sarebbe in corso una pausa di riflessione all'interno dell'Esecutivo sul destino dell'Imu per gli agricoli.
L'affaire agricoltura si intreccia a doppio filo con il problema del rimborso ai sindaci dell'Imu sulla base delle (maggiori) aliquote 2013, come chiedono i Comuni, e non sui valori 2012 come finora ipotizzato dall'Esecutivo. Il nodo potrebbe trovare soluzione già oggi nel corso di un incontro tecnico all'Economia: il problema, ovviamente, è nelle coperture, e tra i tecnici si studia anche l'ipotesi di mettere in campo una sorta di "accertamento convenzionale" degli aumenti Imu intervenuti nel 2013, che sarebbero poi erogati davvero solo nel 2014. Ma c'è da risolvere il nodo della liquidità per i sindaci.
Sul puzzle delle aliquote interviene anche la commissione Finanze della Camera con una risoluzione (primo firmatario il democratico Gian Mario Fragomeli) che prova a risolvere una parte dell'ingorgo fiscale. Con le regole attuali, i Comuni possono pubblicare le aliquote fino al 9 dicembre, offrendo così solo cinque giorni lavorativi ai contribuenti per pagare il giusto: la proposta è di rendere efficaci per il saldo solo le aliquote pubblicate entro oggi, rimandando al giugno 2014 l'eventuale conguaglio con i nuovi valori appena decisi dall'amministrazione. La soluzione potrebbe anche essere recepita direttamente nel Dl Imu in arrivo.
Senza agricoli (325 milioni) e senza rimborsi ai Comuni sulla base delle aliquote 2013 (500 milioni), il decreto Imu sull'addio alla rata di dicembre vale circa 2 miliardi. A coprire la posta saranno banche e assicurazioni con i maxi-acconti e, salvo ripensamenti, il nuovo acconto del 100% dell'imposta sostitutiva pagata da istituti di credito e intermediari finanziari sul risparmio amministrato.
A fornire un contributo per chiudere le partite su agricoli e Comuni, potrebbe essere la stessa clausola di salvaguardia. Cancellando la definizione agevolata sulle liti contabili e coprendo tutti i 620 milioni attesi, il Governo si ritroverebbe in cassa i circa 340 milioni già versati sul conto dell'Economia dai 6 concessionari che hanno aderito versando il 30% delle multe comminate dai giudici contabili.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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