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SENZA IL VERBALE NON VA EROGATO IL GETTONE

Un verbale di una seduta consiliare o di una commissione permanente è giuridicamente inesistente fino a quando non si perfeziona la relativa procedura di verbalizzazione. Pertanto, costituisce danno erariale la corresponsione di gettoni di presenza a consiglieri comunali, sulla scorta di sedute di commissione consiliare svoltesi senza l'ausilio di un funzionario verbalizzante. Un danno, che deve essere rimborsato dai consiglieri beneficiati, ma il cui ammontare complessivo deve essere ridotto, in quanto generato anche dal lassismo degli organi della struttura comunale preposti alla vigilanza e al pagamento.
Lo ha sancito la sezione giurisdizionale della Corte dei conti per la regione Lazio, nel testo della sentenza n. 793, depositata lo scorso 13 aprile, con la quale ha condannato alcuni componenti di un municipio di Roma a dover rifondere nelle casse comunali quanto dagli stessi percepito nel 2003, a titolo di gettoni di presenza, per sedute di commissione nelle quali non era presente alcun funzionario della struttura amministrativa che svolgesse le funzioni di segretario verbalizzante.
Per la Corte decidente, infatti, costituisce principio di diritto comune che la deliberazione di un organo collegiale si sostanzia nelle due componenti, quella della determinazione volitiva e quella della verbalizzazione. Da qui è evidente che la mancanza della seconda comporta di regola la nullità della prima. Infatti, scrive il collegio, il verbale della seduta di organo collegiale amministrativo costituisce «requisito sostanziale dell'attività del collegio deliberante», con la conseguenza che lo stesso atto deliberativo deve ritenersi giuridicamente inesistente fino al perfezionamento della procedura di verbalizzazione che ne integra la fase costitutiva.
Quindi, è pacifica l'inesistenza giuridica delle riunioni prive della verbalizzazione del segretario.
Da ciò, ne consegue l'illiceità della corresponsione dei gettoni di presenza e della retribuzione dei permessi fruiti (qualora i consiglieri siano lavoratori dipendenti). Tuttavia, ammonisce il collegio contabile, nella vicenda in esame «è indubbiamente mancata» in capo alla struttura burocratica del comune di Roma, qualsiasi attività di controllo e di vigilanza. Non sono mai stati accertati, infatti, i motivi della mancanza della firma del funzionario verbalizzante sulla maggioranza di tutti i verbali. Questa omissione, pertanto, ha imposto al collegio di operare una congrua riduzione dell'addebito in capo ai consiglieri convenuti in giudizio, la cui condotta produttiva di danno erariale «è stata favorita dal generale lassismo degli organi del comune preposti alla vigilanza ed al pagamento».
FONTE: ITALIA OGGI

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