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NOVITÀ NORMATIVE

COMUNI E PARTECIPATE: RESTANO APERTE DELLE INCOGNITE.

Restano aperte alcune incognite sulle nuove regole previste dalla Legge di stabilità per le società partecipate dalle Pa.
Il principio di fondo delle nuove regole previste per le partecipate è chiaro: in presenza di un risultato d'esercizio o di un saldo finanziario negativo da parte di aziende speciali, istituzioni e società partecipate inserite nell'elenco Istat, scatta l'obbligo per le Pa partecipanti di accantonare in un fondo vincolato, in proporzione alla partecipazione, un importo pari alle perdite non ripianate. L'accantonamento tornerà nella disponibilità della Pa solo in caso di ripiano delle perdite o dimissione delle partecipazioni.
L'impatto sarà graduale dal 2015, con un regime transitorio fino al 2017; mentre, dal 2018, tutte le perdite dovranno essere accantonate.
Non è chiaro, invece, quali soggetti siano interessati dall'accantonamento: nell'elenco Istat, infatti, sono inseriti, fra le altre amministrazioni locali, anche le società ed enti strumentali che potrebbero essere, allo stesso tempo, sia i soggetti tenuti all'accantonamento in qualità di Pa, sia i "produttori" di perdite da ripianare in qualità di partecipanti.
Un altro chiarimento sarebbe doveroso: il maxi-emendamento alla legge di stabilità esclude implicitamente l'obbligo di liquidazione/dismissione per le aziende speciali, istituzioni e partecipazioni maggioritarie con affidamenti diretti superiori all'80% del valore di produzione (la liquidazione per essi scatta dal 2017 e nel caso di risultato negativo per quattro dei cinque esercizi precedenti) ma andrebbe meglio coordinato con le norme tuttora vigenti in materia di dismissioni.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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