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NOVITÀ NORMATIVE

IL DECRETO 120/2013 DIVENTA LEGGE: AI COMUNI 120 MLN PER L'IMU.

Regioni in disavanzo sanitario, che hanno ottenuto un extra gettito con i piani di rientro, potranno destinare quei fondi al pagamento dei debiti alle imprese, e ai servizi essenziali. E, ancora, 120 milioni ai Comuni per garantire il ritorno delle quote Imu mancanti, in seguito alla cancellazione della seconda rata dell'imposta sulla casa, mentre gli enti (non «virtuosi») coinvolti dai flussi migratori, in primis l'isola di Lampedusa, saranno esonerati dai vincoli del Patto di stabilità interno.
A prevederlo il decreto 120/2013, varato ieri definitivamente dall'Aula di palazzo Madama; la cosiddetta «manovrina», con interventi per riportare il deficit finanziario previsto per il 2013 entro la soglia del 3%, è andata al voto blindata (rispetto alla versione licenziata dai deputati) per consentirne la conversione in legge entro il 14 dicembre. Un provvedimento con cui si recuperano 1,6 miliardi mediante tagli ai ministeri e ai trasferimenti agli enti locali (1,1), e si ricavano 525 milioni dalla vendita di edifici del demanio e statali a Cassa depositi e prestiti.
Fra le misure rilevanti la possibilità per stato centrale, amministrazioni locali e organi costituzionali (Parlamento incluso) di rescindere, entro il 31 dicembre 2014, i contratti di locazione di immobili dando un preavviso di 30 giorni; entro la fine di novembre, poi, la Ragioneria generale dello stato dovrà certificare alle Regioni e alle associazioni di comuni l'avvenuto saldo delle fatture p.a. alle aziende per servizi erogati entro il 30 settembre 2013, e ai sindaci si concede l'opportunità di servirsi dei proventi della vendita dei derivati per la riduzione dei debiti verso le imprese.
Un premio alle amministrazioni regionali in «rosso» per le spese sanitarie, ma il cui piano di rientro proceda correttamente e presenti valori decrescenti (come nel Lazio): quanto ottenuto dalle maggiorazioni Irpef e Irap potrà essere investito in prestazioni di pubblica collettività, fra cui il trasporto locale.
Infine, il decreto permette al Molise l'esclusione dalle regole del Patto di stabilità (nel limite di 15 milioni) per le spese per «la ricostruzione e il ripristino dei danni causati» dal terremoto del 2002, e stanzia 210 milioni per affrontare l'emergenza immigrazione.
FONTE: ITALIA OGGI

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