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NOVITÀ NORMATIVE

BILANCI COMUNALI: L'ENTRATA CHE NON C'E'!

La ragnatela degli infiniti dare-avere fra Stato e Comuni intrecciata dalle infinite vicende dell'Imu manda nel caos i bilanci locali, che quest'anno si devono ispirare al «fai-da-te» in assenza di regole generali.
Un problema, questo, che non riguarda solo i ragionieri dei Comuni, ma che interesserà chiunque voglia sapere, per esempio, qual è stata la pressione fiscale locale nel 2013, e quale la dinamica delle spese dei Comuni: a queste domande rischia di non esserci risposta.
A generare la nebbia è prima di tutto il meccanismo dell'Imu ordinaria, quella che si pagherà entro lunedì. Gran parte del saldo versato dai contribuenti non andrà ai Comuni, perché il 30,76% dell'imposta complessiva annuale sarà trattenuto a livello centrale per essere poi redistribuito fra i Comuni come fondo di solidarietà, in aiuto in particolare agli enti dove il fisco locale è più povero. Ma come si riflette questo meccanismo nei bilanci? Nelle entrate va iscritta tutta l'Imu o solo la quota che arriva al Comune? La parte trattenuta va registrata nelle spese oppure no?
Lunedì si chiudono i termini anche per l'assestamento di bilancio, una regola generale non è stata scritta e ogni Comune farà come meglio crede. O, peggio, come gli conviene, perché l'iscrizione al lordo (Imu nelle entrate, quota trattenuta nelle spese) gonfia artificialmente una serie di parametri a cui sono collegati vincoli di spesa. I sindaci, per esempio, non possono spendere per il personale più del 40% delle uscite correnti, non possono indebitarsi se gli oneri totali di ammortamento superano il 6% delle entrate, e così via: i Comuni che decideranno di fare i bilanci contando tutta l'Imu potrebbero quindi sperare di alleggerire i propri vincoli sulla base di bilanci "dopati" da entrate e uscite che nella realtà non esistono.
Per ovviare al problema, il Governo potrebbe dettare istruzioni ex post, prima che scada il termine per chiudere anche i consuntivi. Tutta la storia dell'Imu, però, dimostra che i rimedi postumi creano problemi almeno pari a quelli che vogliono risolvere, e soprattutto bilanci preventivi e consuntivi devono parlare la stessa lingua per non vanificare ogni possibilità di controllo.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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