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NOVITÀ NORMATIVE

ADDIO ALL'IMU MA RISPUNTA L'IRPEF.

Il pagamento del saldo Imu 2013, in scadenza il 16 dicembre, e della "mini Imu" sull'abitazione principale, in scadenza il 16 gennaio 2014, rappresentano un notevole rompicapo per contribuenti e professionisti. Alla complessità e ambiguità della scrittura normativa si aggiunge la tempistica delle delibere comunali, che è giunta a ridosso della scadenza di legge (9 dicembre). Quest'anno il "mosaico" è veramente complesso, al punto che non sembra prematuro parlare sin d'ora di «obiettiva incertezza delle norme», con tutto quello che ne dovrebbe conseguire per i contribuenti che commetteranno errori.
Le differenze di trattamento derivano anche dal fatto che alcune agevolazioni operano solo a partire dal 1° luglio 2013. Per queste, dunque, occorre farsi carico del conguaglio con le aliquote 2013 rispetto a quanto pagato a giugno scorso, con le aliquote del 2012 (è il caso, ad esempio, degli immobili-merce delle imprese costruttrici non locati).
Molti problemi iniziano con la determinazione del quantum da pagare. Per ciò che riguarda, in particolare, la mini-Imu sull'abitazione principale e le fattispecie ad essa assimilate, per legge o regolamento, il punto è che il Dl 102/13 non ha soppresso l'imposta maturata nel primo semestre dell'anno, ma la prima rata di giugno. Non è dovuto, quindi, quanto in astratto avrebbe dovuto essere versato con le regole dell'acconto. Ugualmente, il Dl 133/13 non ha soppresso l'imposta maturata nel secondo semestre, ma il saldo dell'imposta, disponendo tuttavia che resti dovuto il 40% di tale saldo, calcolato in base alla differenza tra l'aliquota deliberata dal comune e il 4 per mille (ovvero l'aliquota base del 7,6 per mille per i terreni), ovviamente se inferiore a quella deliberata. Senonché, in base alle regole ordinarie, in sede di saldo si paga l'imposta maturata nell'intero anno, calcolata a conguaglio di quanto versato o dovuto in acconto.
Da qui sorge la domanda se le differenze da pagare entro il 16 gennaio siano riferite anche al primo semestre. L'interpretazione letterale della disciplina di legge sembra indicare, in realtà, una risposta positiva e l'amministrazione è chiamata a chiarire quanto prima se questa è stata la volontà del legislatore.
Non bisogna, infatti, dimenticare i riflessi Irpef della normativa. Infatti, sia i terreni agricoli sia le fattispecie assimilate all'abitazione principale, quali ad esempio gli immobili degli anziani e disabili residenti in istituti di ricovero, qualora fossero completamente esonerati da Imu (ad esempio nei Comuni dove si sono mantenute le aliquote di base), diverrebbero soggetti a Irpef per tutto l'anno (articolo 9, decreto legislativo 23/11). Laddove, invece, resta dovuto il conguaglio della mini-Imu, l'Irpef dovrebbe essere esclusa, a maggior ragione se si assume che la differenza del 40% va conteggiata anche sul primo semestre.
È veramente poco comprensibile un sistema in cui l'imponibile dell'Irpef dipende dalla scelta del Comune riguardante l'aliquota di un tributo locale.
Il dubbio si pone, altresì, per le unità immobiliari degli appartenenti alle Forze Armate e alle forze di Polizia, esenti da Imu a partire dal 1° luglio di quest'anno. In questo caso, potrebbe argomentarsi che l'esclusione da Irpef sia limitata al primo semestre, fatta sempre salva la possibilità che occorra versare il mini-conguaglio del 16 gennaio con riferimento all'intero anno. In tale ultima eventualità, infatti, l'esonero da Irpef potrebbe essere fatta valere per tutto il 2013.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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