PROFILO AZIENDALEOPPORTUNITÀ DI LAVOROCONTATTIHOME PAGE
civica

NOVITÀ NORMATIVE

LA TIA TORNA TARIFFA? LA STORIA CONTINUA

La tariffa d'igiene ambientale che perde la giacchetta di tributo, assegnatale nel luglio scorso dalla corte costituzionale, e le liti fra utenti e gestori che abbandonano le commissioni tributarie per ritornare nei tribunali.
Queste saranno le conseguenze dell'emendamento alla legge di conversione al decreto incentivi evocato mercoledì dal governo (si veda «Il Sole 24 Ore» di ieri) e arrivato puntuale ieri in commissione finanze, a firma di parlamentari della maggioranza, poco prima della scadenza dei termini alle 16. La soluzione, suggerita dal ministero dell'economia, prevede di sancire per legge la natura «non tributaria» della tariffa, che di conseguenza può continuare tranquillamente ad accompagnarsi all'Iva pagata sulle bollette.
È l'esatto contrario di quanto stabilito l'anno scorso dalla Corte costituzionale (sentenza 239/2009), che dopo aver valutato che i meccanismi di calcolo non rendono la tariffa proporzionale al servizio reso aveva concluso che la tariffa è in realtà una tassa, le sue controversie toccano ai giudici tributari e, di conseguenza, l'Iva fino ad allora pagata dagli utenti è illegittima.
La pronuncia costituzionale ha annodato un rompicapo che ora cerca affannosamente una soluzione, mentre enti e gestori aspettano di capire che cosa fare (entro il 30 aprile, quando vanno chiusi i bilanci preventivi) e i cittadini vedono spegnersi le speranze di rimborsi sull'imposta pagata fino a oggi (un miliardo di euro secondo le stime dei sindaci).
Proprio sullo stop agli indennizzi si incontra l'unico punto di accordo delle varie soluzioni parlamentari in campo, che sugli altri aspetti esplorano le strade più diverse. Giovanni Fava (Lega), relatore del provvedimento, spiega che le proposte sono tante, e occorre cercare una «mediazione che non si trasformi in un colpo di spugna a danno dei cittadini». Tra gli emendamenti presentati dalla maggioranza c'è quello firmato da Maurizio Leo (Pdl), che è anche assessore al bilancio al comune di Roma, che, al contrario della proposta sponsorizzata dall'esecutivo, sancisce la natura «tributaria» della tariffa, ma spiega, comunque, che l'Iva pagata in passato rappresenta una «quota» della tariffa stessa.
Il correttivo di Leo accoglie le conseguenze della sentenza costituzionale, e prova a sterilizzarle sulla base del fatto che i comuni hanno l'obbligo di coprire integralmente i costi del servizio, e quindi avrebbero dovuto aumentare la tariffa per chiudere il buco aperto dall'addio all'Iva da parte degli utenti (l'imposta continua ad agire nei rapporti fra enti e gestori).
Rispetto a quest'ipotesi, la soluzione tariffaria offre importanti vantaggi operativi: per le utenze «non domestiche», cioè negozi e imprese, che potranno continuare a scaricare l'Iva (operazione che sarebbe stata impossibile con gli aumenti locali per compensare l'imposta), e per i comuni, che possono mantenere inalterati i rapporti con i gestori. La tariffa trasformata in tributo, infatti, imporrebbe di riportare entrate e uscite nei conti comunali, con qualche brivido per il rispetto del patto di stabilità, e secondo molti farebbe tramontare le attuali concessioni, che andrebbero trasformati in appalti.
Una volta trasformato in legge, nemmeno l'emendamento sostenuto dal governo potrà comunque offrire un approdo definitivo. La battaglia, prima di tutto, si gioca ancora sulla vecchia tariffa mentre quella "nuova", introdotta nel 2006 per misurare la bolletta sulla base della «quantità e qualità dei rifiuti» prodotti da ogni utente, è ancora tutta da attuare. Non è difficile, poi, immaginare che le associazioni di consumatori, oggi impegnate nel diffidare i gestori dall'applicazione dell'Iva, riaccendano un contenzioso che potrebbe tornare a bussare dalla Consulta.
FONTE:IL SOLE 24 ORE

SCADENZIARIO

<ottobre 2018>
lunmarmergiovensabdom
24252627282930
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
2930311234
calendario formazionequaderni di approfondimentobanca dati quesitibanca dati abbonati
vai al dettaglio