PROFILO AZIENDALEOPPORTUNITÀ DI LAVOROCONTATTIHOME PAGE
civica

NOVITÀ NORMATIVE

SU UNIONI E FUSIONI DI COMUNI INCENTIVI DALLO STATO.

Un doppio incentivo finanziario per il processo di riordino e semplificazione degli enti territoriali. È quanto prevede uno degli emendamenti alla legge di stabilità 2014 approvati alla camera. Il testo (presentato dai deputati De Micheli, Guerra, Rughetti e Carra, tutti del Pd) destina due quote del fondo di solidarietà comunale, ognuna delle quali di importo non inferiore a 30 milioni di euro per ciascuno degli anni 2014, 2015 e 2016, a incrementare il contributo spettante alle unioni di comuni e i fondi diretti a incentivare le fusioni fra municipi diversi. Un meccanismo in parte analogo era già stato delineato dalla normativa attuativa del federalismo fiscale (art. 2, comma 7, del dlgs 23/2011) rispetto al vecchio fondo sperimentale di riequilibrio. L'idea, però, era stata messa in naftalina a causa del rinvio degli obblighi di gestione in forma associata da parte dei piccoli comuni.
Peraltro, anche i correttivi alla stabilità licenziati da Montecitorio prevedono una nuova proroga, definendo un timing imperniato su due scadenze: entro il prossimo 30 giugno, i mini enti dovranno mettere insieme altre tre funzioni fondamentali (oltre alle tre già conferite entro la fine del 2012), mentre al 31 dicembre 2014 l'intero «core business» (ovvero le restanti tre funzioni fondamentali da associare in base all'art. 19 del dl 95/2012) dovrà essere gestito tramite unione o convenzione.
Su tale percorso dovrebbe incidere in misura significativa il cosiddetto disegno di legge «Delrio», anch'esso al momento all'esame della camera (Ac 1542). Tale provvedimento, fra l'altro, dovrebbe ridurre a due i modelli organizzativi disponibili, eliminando le cosiddette unioni speciali di cui all'art. 16 del dl 138/2011. Esso, inoltre, prevede l'eliminazione del limite minimo di durata delle convenzioni, inizialmente fissato in cinque anni, la fissazione di un'unica soglia demografica minima a 10.000 abitanti (che scendono a 3.000 per i comuni montani) e la semplificazione del procedimento attraverso il quale due o più enti possono fondersi fra di loro.
FONTE: ITALIA OGGI

SCADENZIARIO

<settembre 2017>
lunmarmergiovensabdom
28293031123
45678910
11121314151617
18192021222324
2526272829301
2345678
calendario formazionequaderni di approfondimentobanca dati quesitibanca dati abbonati
vai al dettaglio