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NOVITÀ NORMATIVE

LA RIFORMA Brunetta VA APPLICATA AI NUOVI CONTRATTI DECENTRATI

La riforma-Brunetta si applica integralmente ai nuovi contratti decentrati, col solo limite dell'impossibilità di modificare l'assetto dei fondi contrattuali, in assenza della nuova contrattazione nazionale collettiva. La sentenza del Tribunale di Torino 2 aprile 2010 non ha affatto sancito l'inapplicabilità della riforma e, in particolare, dell'istituto del provvedimento unilaterale sostitutivo del mancato accordo sindacale, introdotto dall'articolo 40, comma 3-ter, del dlgs 165/2001. Il Tribunale si è limitato a considerare come antisindacale il comportamento del datore di lavoro pubblico che ha negato l'esplicarsi dei diritti sindacali alle relazioni di concertazione e informazione fissati dai contratti decentrati vigenti.
L'operazione interpretativa compiuta dal giudice torinese non si pone per nulla in contrasto con la riforma. Infatti, il dlgs 150/2009 non riguarda direttamente la contrattazione previgente. Lo dimostra la considerazione che l'articolo 65 prevede un complesso sistema di diritto transitorio. La riforma assegna alle parti il termine del 31 dicembre 2010 (che va al 31/12/2001 per il comparto regioni e autonomie locali) per adeguare i contratti collettivi integrativi vigenti alla data del 15 novembre 2009 alle disposizioni riguardanti la definizione degli ambiti riservati, rispettivamente, alla contrattazione collettiva e alla legge, nonché a quanto previsto dalle disposizioni del Titolo III della riforma.
Ciò significa che le amministrazioni, come sentenziato dal giudice torinese, non avevano alcun potere di agire unilateralmente, considerando inoperanti d'ufficio le disposizioni della contrattazione decentrata pregresse. L'opera di adeguamento contemplata dall'articolo 65 del dlgs 150/2001 implica necessariamente una rinegoziazione delle clausole contrattuali considerate non in linea con la riforma e, dunque, l'avvio di una nuova procedura negoziale. Del resto, ai sensi del comma 2 dell'articolo 65 citato, in caso di mancato adeguamento i contratti collettivi integrativi vigenti alla data di entrata in vigore del decreto-Brunetta cessano la loro efficacia dal 1° gennaio 2011 e non sono ulteriormente applicabili; la cessazione degli effetti per regioni ed enti locali slitta al primo gennaio 2010. Pertanto, l'Inps regionale del Piemonte non poteva negare ai sindacati le regole di concertazione ed informazione (per altro non direttamente intaccate dalla riforma), come ha affermato la sentenza.
Per converso, laddove le amministrazioni a riforma vigente negozino nuovi contratti decentrati, a questi si applicano senza alcun dubbio le nuove regole, sia in tema di materie assegnate alla contrattazione, sia in tema di poteri unilaterali sostitutivi del mancato accordo, sia per quanto riguarda le più restrittive regole e conseguenze derivanti dalla stipulazione di clausole in violazione dei vincoli. Insomma, gli articoli 40 e 40-bis novellati del dlgs 165/2001 trovano senz'altro spazio per le nuove contrattazioni.
FONTE: ITALIA OGGI

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